Sbarchi, l’UE blocca Alfano: “Frontex non può sostituire Mare Nostrum”
Quando a Ferragosto il ministro degli Interni Angelino Alfano ha detto che l'operazione Mare Nostrum finirà a ottobre, quindi subentrerà l'Unione Europea con Frontex, evidentemente non aveva ancora parlato con nessun funzionario della Commissione UE. Un portavoce, infatti, ha precisato che Frontex "è una piccola agenzia" incapace di fronteggiare l'emergenza sbarchi perché sostanzialmente priva dei mezzi necessari. Tocca dunque ai singoli paesi fare di più. Sulla stessa lunghezza d'onda Ewa Moncure, portavoce di Frontex: "Allo stato non abbiamo i mezzi finanziari per farci carico dell'operazione Mare nostrum".
Antony Gravili, della Commissione Europea, ha chiarito: "Siamo in contatto con l'Italia e non possiamo che essere d'accordo sul fatto che l'Ue nel suo complesso debba fare di più, abbiamo ripetuto continuamente che gli stati membri devono fare di più contribuendo con mezzi e finanziamenti". Il portavoce Ue ha aggiunto: "Noi stiamo facendo tutto quel che possiamo per l'Italia con i mezzi che abbiamo a nostra disposizione". L'uomo ha poi ricordato che il nostro paese ha ottenuto "aiuti senza precedenti": "L'Italia ha beneficiato di circa 500 milioni di euro di aiuti nel periodo 2007-2013 e sarà il più grande beneficiario nel periodo 2014-2020 con 315 milioni di euro, cifra inferiore dovuta al generale taglio del bilancio Ue chiesto dagli stati membri". Gravili ha quindi chiosato: "Frontex da sola, così come è oggi, con un piccolo bilancio e senza guardie di frontiera, né navi né aerei, non può intervenire"