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Riforma pensioni salva in Francia, notte di scontri in tutto il Paese: centinaia di arresti a Parigi

Notte di scontri in tutta la Francia dopo il salvataggio della riforma delle pensioni del governo Macron da parte del Parlamento per soli 9 voti. Cassonetti incendiati a Strasburgo e Lille, a Parigi almeno 140 persone sono state arrestate e 11 agenti di polizia feriti.
A cura di Ida Artiaco
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Notte di scontri e proteste in tutta la Francia dopo che la discussa riforma delle pensioni del governo Macron è stata definitivamente adottata dal parlamento dopo due mozioni di sfiducia bocciate.

Ora dovrà passare al consiglio costituzionale, dove secondo Le Figaro sarebbe già stata depositata una richiesta di referendum, firmata da 250 deputati e senatori e presentata alla presidente dell’Assemblea Yael Braun-Pivet. Centinaia di persone sono scese in piazza non solo a Parigi, ma anche a Strasburgo, Lione, Tolosa, Digione e Lille.

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Scontri in tutta la Francia: cassonetti in fiamme e cariche della polizia

Quanto successo in Parlamento ha fatto esplodere la rabbia in molte città francesi, con centinaia di cittadini che si sono riversati per strada. Almeno mille persone si sono riunite a Strasburgo, nell'est del paese, danneggiando vetrine di banche e dando fuoco a cassonetti e insegne pubblicitarie.

Scontri si sono verificati anche a Lille, sulla place de la République, a Lione, dove alcune centinaia di giovani hanno lanciato oggetti contro la polizia che ha risposto con cariche. Bottiglie incendiarie, gas lacrimogeni, cariche, anche a Nantes, mentre a Rennes, in Bretagna, centinaia di persone hanno eretto barricate con materiale di cantiere e le hanno successivamente incendiate.

Centinaia di arresti a Parigi

La situazione è stata particolarmente esplosiva a Parigi dove sono state fermate 140 persone dalla polizia. "Decine di persone sono state arrestate in modo violento. Esigiamo la fine immediata degli arresti", ha protestato il leader della sinistra radicale, Jean-Luc Mélenchon.

Almeno undici agenti sono rimasti feriti nei disordini scoppiati a Parigi dopo che il governo è sopravvissuto ai voti di sfiducia, come riportano i media locali. Manifestazioni ci sono state da Les Invalides all'Opéra, da rue de Rivoli alla Bastiglia. Nel quartiere dell'Opéra, sulla grande Avenue che conduce dal teatro dell'Opéra Garnier al Louvre, sono stati incendiati cassonetti dai quali fuoriuscivano immondizie accumulate dopo giorni di sciopero dei netturbini.

Le reazioni politiche, da Le Pen a Dussopt

Non sono ovviamente mancate nemmeno le reazioni politiche. "Dopo il rifiuto delle mozioni di sfiducia, la riforma delle pensioni è stata adottata. Siamo concentrati sulla sua attuazione, nelle migliori condizioni per i pensionati. Le squadre del governo sono mobilitati su questo e su tutti gli altri cantieri verso la piena occupazione", ha scritto in un tweet il ministro francese del Lavoro, Olivier Dussopt.

Durissima Marine Le Pen, che ritiene che la premier francese Elisabeth Borne "debba lasciare" il suo incarico, o "il presidente (Emmanuel Macron) deve farla dimettere". Per la capogruppo del Rassemblement National ed ex candidata alle presidenziali, il voto espresso oggi all'Assemblea Nazionale è "una sanzione chiara e di fondo sulla composizione del governo. C'è quello che dice il risultato aritmetico ma c'è anche quello che questo risultato dice politicamente".

Proprio la premier francese Elisabeth Borne si è invece detta "determinata a continuare a portare avanti le trasformazioni necessarie" alla Francia, "con i miei ministri e a consacrare tutta la mia energia a rispondere alle attese dei nostri concittadini", ha dichiarato alla France Presse, poco prima di recarsi all'Eliseo dal presidente Emmanuel Macron.

Il parlamento ha salvato la riforma delle pensioni: cosa cambia

Tutto è cominciato nel pomeriggio di ieri dopo il "salvataggio" per soli 9 voti del governo di Elisabeth Borne, dalla mozione di sfiducia in Assemblée Nationale della riforma delle pensioni.

Il presidente Emmanuel Macron ha intanto fissato per questa sera un ricevimento dei parlamentari che sostengono l'esecutivo mentre, in mattinata, ci sarà un vertice all'Eliseo con la premier Borne e i leader della maggioranza.

Tra le novità della riforma, l'innalzamento graduale dell’età di uscita dal lavoro a 64 anni a partire dal 2030, cioè fra 7 anni. Nel frattempo l’età salirà gradualmente di 3 mesi ogni anno. In Francia, infatti, si va in pensione attualmente a 62 anni e un ritocco dell’età era atteso da tempo.

Quello che preoccupa è che il nuovo sistema di accesso alla pensione prevede che i lavoratori francesi potranno andare due anni più tardi, ma con una forte penalizzazione economica. Solo arrivando a 65 anni di età con 40 anni di contributi sarà possibile ottenere la contribuzione piena.

In più, c’è anche l’innalzamento dell’importo minimo della pensione: 1.200 euro. In sostanza, la riforma pensioni punta a incentivare economicamente chi decide di rimanere al lavoro oltre i 64 anni, quindi in primis colletti bianchi e top manager.

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