Renzi risponde alla Commissione Europea: “No compiti a casa, sappiamo cosa fare”
"L'Europa non è il luogo dove veniamo a prendere i compiti da fare a casa. L'Italia sa perfettamente cosa deve fare e lo farà da sola per il futuro dei nostri figli. Non dobbiamo dare rassicurazioni a nessuno". E' stata questa la replica di Matteo Renzi alle critiche mosse dalla Commissione Europea che ieri, nel suo rapporto sugli squilibri macroeconomici del Vecchio Continente, aveva "alzato il livello d'allerta sull'Italia", considerato come un paese con "squilibri eccessivi". Nella condizione, certamente non lusinghiera, si trovano altri due paesi europei come Slovenia e Croazia: persino la Spagna, dopo le riforme degli ultimi tempi, gode di un credito migliore dalle parti di Bruxelles. La Commissione Europea, in particolare, segnala che l'urgenza principale sulla quale agire è la correzione dell'"alto livello di debito pubblico e la debole competitività. Entrambi derivano in ultima istanza dalla perdurante lenta crescita della produttività". Il Sole 24 Ore commentava ieri: "Il messaggio proveniente oggi da Bruxelles è chiaro: se l’Italia vorrà godere di maggiore flessibilità nella riduzione del debito pubblico (di un ventesimo all’anno dal 2016 in poi, secondo le regole del nuovo patto di bilancio) dovrà prima adottare le misure economiche chieste dalla Commissione".
Anche Pier Carlo Padoan, ministro dell'economia, ha affermato nel corso di un'intervista al Gr1 che il monito della Commissione Europea "è severo, ma è d'accordo con quello che pensiamo noi". Il giudizio di Brixelles "mette in evidenza problemi strutturali che conosciamo da tempo, praticamente ci incita a far ripartire la crescita e quindi l'occupazione e in questo modo correggere gli squilibri".