Regno Unito, carte di credito per i poveri. Ma è vietato comprare alcol e sigarette

Polemiche per la decisione delle amministrazioni locali di dotare le persone più bisognose di strumenti finanziari elettronici con i quali sarà possibile comprare solo i beni di prima necessità. No assoluto a chi vuole soddisfare qualche “vizio” con i soldi dello Stato.
Polemiche per la decisione delle amministrazioni locali di dotare le persone più bisognose di strumenti finanziari elettronici con i quali sarà possibile comprare solo i beni di prima necessità. No assoluto a chi vuole soddisfare qualche “vizio” con i soldi dello Stato.

Nel Regno Unito, al posto dei soliti bonifici sui conti correnti bancari, le amministrazioni locali hanno deciso di dotare le persone più bisognose di strumenti finanziari elettronici. Carte di credito, insomma, che servono per aiutare i poveri e i malati a comprare beni di prima necessità. Quelli e nient’altro. Con queste carte di credito – ed è qui che come scrive anche Il Fatto Quotidiano nasce la polemica – non sarà possibile acquistare né alcool, né sigarette, né giocare d’azzardo. Sì, insomma, solo a cibo, vestiti e pannolini ma assolutamente no a chi vuole portare avanti qualche vizio con il denaro dello Stato. Una decisione che non piace alle associazioni per la difesa dei diritti che affermano che impedire l’acquisto di qualsiasi cosa è controllo sociale. E c’è anche la preoccupazione diffusa che dire no a tali necessità spinga i bisognosi a compiere crimini e illeciti: da più parti viene sottolineato infatti che le dipendenze da sostanze sono spesso una piaga tra le classi sociali più disagiate.

“Destinare risorse alle banche del cibo lascia i vulnerabili a bocca asciutta” – Le associazioni non ci stanno nemmeno alla riduzione del fondo per le emergenze e alle decisioni che ne derivano: prima, quando la competenza era diretta dello Stato, venivano stanziati annualmente circa 230 milioni di sterline, ora che la delega è nelle mani di 150 amministratori locali, il fondo si è ridotto a 178 milioni. Anche per questo le amministrazioni tendono a controllare le spese. E al di là del no ad alcol e sigarette anche la decisione di destinare soldi alle banche del cibo è stata aspramente criticata. Lady Lister, una lord laburista esperta di povertà, ha detto che destinare le risorse alle banche del cibo lascerà le persone più vulnerabili a bocca asciutta “questo perché non tutti sono in grado di usufruire, per le loro condizioni personali, della rete di assistenza”. Secondo alcuni è meglio, insomma, dare risorse direttamente ai bisognosi, che così si possono gestire come meglio credono. Una libertà di gestirsi che non sta bene, però, alle amministrazioni locali.

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