Con 1169 vittime in 24 ore gli Stati Uniti hanno ora il triste primato del maggior numero di vittime in un giorno dall'inizio della pandemia di Coronavirus. Gli Usa superano in questo modo il drammatico record italiano dei 969 morti del 27 marzo scorso. I casi di contagio da Coronavirus nel Paese di Donald Trump sono 242.182, circa il doppio dell’Italia. E sono quasi 6000 i decessi, con precisione 5962 secondo i dati della Johns Hopkins University. I guariti sono invece 9000. La situazione più critica è sempre a New York. Sono oltre 92.000 i casi di nuovo Coronavirus, secondo quanto dichiarato dal governatore Andrew Cuomo giovedì. Di questi, 8661 sono stati registrati nelle ultime 24 ore. I decessi sono 2.373, 432 in più rispetto a mercoledì.

Coronavirus, Trump negativo al secondo tampone

Il presidente Donald Trump, che è risultato negativo a un secondo tampone, ha puntato il dito contro i singoli stati per la carenza di forniture mediche necessarie per combattere la pandemia. "Avrebbero dovuto creare le loro scorte”, ha detto il Presidente, perché il governo federale deve rappresentare "un sostegno e non un commesso per ordini". Trump ha anche parlato di una "caccia alle streghe" e di una "inchiesta di parte" commentando la nomina di uno speciale comitato da parte della Speaker della Camera, Nancy Pelosi, per vigilare sulla distribuzione dei fondi previsti dal piano di aiuti contro il Covid-19. “Infinite inchieste di parte hanno già fatto danni incredibili al nostro Paese negli anni recenti" e "avviare un'inchiesta nel bel mezzo di una pandemia è davvero uno spreco di vitali risorse, tempo e attenzione", ha attaccato il Presidente.

Coronavirus Usa, Trump ricorre a legge di guerra per i respiratori

"I sacrifici che faremo nelle prossime 4 settimane salveranno molte vite. È cruciale che gli americani seguano le linee guida. Stiamo effettuando oltre 100.000 test accurati ogni giorno, molti di più rispetto ad ogni altro paese", le parole del presidente. Per far fronte all'emergenza Coronavirus negli Stati Uniti, Trump è ricorso nuovamente alla legge di guerra degli anni 50, la "Defense Production Act", per facilitare la produzione e la fornitura di respiratori e mascherine.