Petroliera urta una mina e prende fuoco nello Stretto di Hormuz: “Navigava illegalmente con appoggio Usa”
Una petroliera che trasportava oltre due milioni di barili di greggio ha preso fuoco nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato una mina navale. La petroliera, secondo quanto affermano i Guardiani della rivoluzione iraniana, stava attraversando una rotta "non autorizzata".
L'emittente iraniana Paress Tv, finanziata dal governo, ha diffuso un filmato attribuito ai Pasdaran che mostra l'esplosione della superpetroliera dopo l'impatto con una mina nello Stretto. La nave avrebbe disattivato i propri sistemi di tracciamento, sempre secondo quanto sostenuto dai Guardiani della rivoluzione, prima di tentare l'attraversamento lungo una rotta non autorizzata.
La Marina dei Padaran ha sottolineato che l'urto con la mina ha provocato un incendio di vaste proporzioni. "Questa petroliera, disattivando tutti i sistemi di localizzazione e radar, ha tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz ingannando e contando sull'appoggio dell'esercito americano – si legge su Telegram, come riportato dall'agenzia iraniana Tasnim -. Lo Stretto è chiuso, e la conseguenza della disobbedienza delle navi illegali alle normative iraniane su Hormuz è bruciare nel fuoco della fiducia dell'esercito terrorista americano".
Sulla ricostruzione dell'accaduto non vi sono attualmente riscontri indipendenti. Si tratta del secondo episodio: un'altra imbarcazione era infatti stata colpita da un proiettile il 16 ottobre. La nave battente bandiera delle Isole Marshall sarebbe stata raggiunta da un "proiettile di origine sconosciuta" che avrebbe provocato un incendio nella sala macchine.
I Pasdaran hanno ribadito che lo Stretto di Hormuz resta chiuso, sottolineando che nessuna nave può attraversarlo attraverso rotte non approvate.