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Per far dormire il bimbo lo soffoca tenendo premuto il ginocchio sul collo, maestra d’asilo condannata a 3 anni in Uk

La giovane educatrice Kimberly Cookson aveva avvolto il bimbo di 14 mesi in un sacco a pelo e lo aveva immobilizzato a faccia in giù tenendo premuto il ginocchio sopra di lui. Secondo l’accusa, la pratica di avvolgere nelle coperte e bloccare i bimbi per farli dormire era una prassi comune nell’asilo.
A cura di Antonio Palma
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Una maestra d’asilo inglese, Kimberly Cookson, è stata condannata a tre anni e quattro mesi di carcere dal Tribunale di Wolverhampton per aver causato la morte del piccolo Noah, un bambino di 14 mesi, soffocato nel tentativo di farlo addormentare nel dicembre del 2022. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la giovane educatrice aveva avvolto il bimbo in un sacco a pelo e lo aveva immobilizzato a faccia in giù tenendo premuto il ginocchio sul collo nel tentativo di costringerlo ad addormentarsi.

Ad incastrare la donna le telecamere di sorveglianza della stessa struttura che hanno ripreso il momento in cui la donna metteva una coperta sulla testa del bimbo e gli appoggiava la gamba sinistra addosso per impedirgli di muoversi. Una pratica che ha causato il soffocamento del piccolo e che, come hanno scoperto gli inquirenti, era purtroppo prassi comune nell’asilo per far dormire i bimbi che non volevano.

Il procuratore ha rivelato in tribunale che la politica della struttura in materia di sonno sicuro era stata aggiornata l'ultima volta nel gennaio 2022, tuttavia "non veniva applicata né apparentemente compresa dal personale presente " tra cui la giovane educatrice condannata che aveva 20 anni all’epoca dei fatti. Il procuratore afferma che dall’esame dei filmati gli inquirenti hanno riscontrato "esempi di comportamenti simili a quelli osservati il ​​9 dicembre in ognuno dei giorni esaminati: bambini fasciati, posti a faccia in giù, immobilizzati". Un comportamento sistemico che ha spinto il giudice a condannare anche l’asilo a una ammenda.

Kimberley Cookson, che ha ammesso le sue colpe, ha spiegato non aveva ricevuto alcuna formazione specifica su come far addormentare i bambini e che non era a conoscenza dell'esistenza di una politica sul sonno presso l'asilo nido. Per lei era "accettabile" coprire il viso dei bambini purché non si ostacolasse la circolazione dell'aria ma non ha saputo spiegare perché si fosse comportata in modo così duro con Noah quel giorno e perché non fosse andato a controllarlo successivamente.

"Non ho mai avuto intenzione di fare del male a nessun. Quello che è successo mi tormenterà per il resto della mia vita. Mi descrivevo come una persona estroversa, ma da quel giorno orribile ho perso me stessa. Avrei dovuto fare di meglio" ha dichiarato l’educatrice in tribunale, aggiungendo: “Non riesco a immaginare il dolore che sta provando la famiglia. Spero solo che un giorno conservino nel loro cuore il perdono per me".

“Hanno trattato Noah come se fosse un criminale, un pericolo, come se fosse in prigione. A porte chiuse, giocavano alla roulette russa con i nostri figli" ha dichiarato invece in aula la madre che in precedenza aveva affermato: "L'asilo nido non ci ha spiegato nulla prima delle indagini. Hanno detto agli altri genitori che nostro figlio era solo un bambino malato e hanno scaricato la colpa su di noi”.

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