Si è presentato ammanettato e a piedi nudi, vestito in un abito completamente bianco, Brenton Tarrant, l'autore della strage nelle moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda. Australiano di 28 anni, Tarrant, che ha ucciso nell'attentato almeno 49 persone, ma il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi, è accusato di omicidio: ha fatto la sua comparsa in custodia presso il tribunale distrettuale di Christchurch e ha sogghignato quando i reporter lo hanno fotografato in aula, affiancato da due agenti di polizia. Ha poi fatto con la mano il gesto dei suprematisti.  Al momento è stato rinviato in custodia cautelare, senza ricorrere all’Alta Corte di Christchurch, al 5 aprile. Intanto, mentre vengono identificate le prime del massacro e si prosegue con la conta dei feriti, tra cui molti bambini e anziani, il premier neozelandese, Jacinda Ardern, ha garantito in conferenza stampa che le leggi sulle armi nel Paese "cambieranno", aggiungendo che il livello di allerta rimane alto e, di conseguenza, verranno potenziate le misure di sicurezza relative al traffico aereo e alla frontiera.

Cosa significa il gesto dell'ok capovolto

Sempre in aula, Terrant ha fatto un segno con la mano, con l’indice che ha toccato il pollice come in un cerchio: si tratta di una specie di OK capovolto, ma che per alcuni potrebbe essere il simbolo usato da estremisti di destra, ma anche da supporter di Donald Trump, elementi cospirativi, come Mike Cernovich, o il cantante Kanye West durante la famosa visita alla Casa Bianca. Secondo una serie di interpretazioni, proprio le dita andrebbero a formare una W e una p, ossia "White power", il potere bianco. Ma si tratta solo di ipotesi.

La strage annunciata al Governo via mail

Tra le indiscrezioni che continuano ad arrivare dalla Nuova Zelanda, c'è quella dell'invio da parte di Brenton Tarrant, solo dieci minuti prima dell'attacco, di una mail alla premier Jacinda Ardern, ad altre istituzioni e ai media, per un totale di 70 destinatari in tutto, contenente il proprio ‘manifesto', The Great Replacement, e parlando della strage come di un fatto già accaduto. Lo ha rivelato il sito del New Zealand Herald. "Il messaggio in questione – ha spiegato un portavoce del governo – esponeva le ragioni dell'attacco. L'autore non scriveva che era quel che stava per fare. Non c'è stato modo di fermarlo". La mail destinata alla Premier è stata aperta dal suo ufficio e non da lei stessa: chi ha letto la il testo della mail ha seguito la procedura standard e ha ‘girato' la segnalazione alla Parliamentary Security, che a sua volta l'ha data alla polizia. Ardern non avrebbe voluto diffondere i contenuti della mail, l'orario di ricevimento e l'oggetto. Fra gli altri politici che hanno ricevuto la mail, il leader del partito nazionale Simon Bridges e il presidente del Parlamento Trevor Mallard.

Chi è Brenton Tarrant

Il killer ha rivendicato la mattanza con un video pubblicato su Internet, ben 17 minuti di diretta Facebook che testimoniano tutte le fasi dell'attacco, dal viaggio in macchina fino alla moschea di "Al Noor", dove i fedeli musulmani erano raccolti per la preghiera del Venerdì, poi il tempo di scendere, recuperare le armi dal sedile laterale e dal bagagliaio, e ben tre, interminabili, minuti di sparatoria, con persone inermi abbattute e sangue ovunque. Poi ancora morti e la folla corsa verso la fuga, che terminerà poco dopo, quando due agenti della polizia locale lo fermeranno. Ma Tarrant aveva pubblicato già in precedenza una sorta di manifesto, nel quale dava informazioni su di se e sulla sua ideologia di suprematista bianco. Lo ha fatto su su 8chan, un sito di nicchia ma molto conosciuto negli ambienti dell'estrema destra, e in un documento di più di 200 pagine. L'attentatore ha detto di essere cresciuto in una famiglia di origini scozzesi, irlandesi e inglesi e di avere avuto un’infanzia "normale, senza grandi problemi". Niente università, ma lavori saltuari e molto viaggi in Europa. È stato proprio allora, era il 2017, che decise di pianificare un attacco, come ha scritto lui stesso, in particolare dopo aver saputo di un attentato a Stoccolma in cui un uomo con legami con l'Isis aveva ucciso 5 persone investendole con un camion.