Ha preso quattro autobus a 95 anni per non perdersi neanche un minuto della grande marcia contro il razzismo a Auckland, Nuova Zelanda, nonostante le difficoltà a camminare e a tenersi in piedi. Lo ha fatto per lanciare un messaggio forte e per dimostrare che bisogna "essere uniti e che è importante prendersi cura l'uno dell'altro". E la sua foto, sotto il braccio di due agenti di polizia mentre cammina per le strade della città, ha ben presto fatto il giro del mondo. Il protagonista di questa vicenda è John Sato, veterano della Seconda Guerra Mondiale, che la scorsa domenica 24 marzo è partito dalla sua casa a Hardwicke e si è diretto a Auckland, percorrendo più di mille chilometri e cambiando quattro volte pullman. Un viaggio durato più di 16 ore, che alla sua età potevano sembrare pesanti, ma che lui ha affrontato senza battere ciglio pur di essere presente al corteo voluto dopo gli attacchi alle due moschee di Christchurch, in cui hanno perso la vita 50 persone.

"Non riuscivo più a dormire di notte, era come se sentissi la sofferenza di quelle persone", ha raccontato John, madre scozzese e padre giapponese, alla stampa locale, dopo aver suscitato l'interesse di quanti erano presenti alla manifestazione con lui, sorretto da un poliziotto mentre un altro cercava di porgergli una bottiglia d'acqua. I due lo hanno poi scortato fino a casa. "Sono stati molto gentili. Era fondamentale – ha continuato – che ci rendessimo conto che siamo un popolo solo, non importa la razza, dobbiamo prenderci cura l'uno dell'altro. Questa tragedia deve almeno poter unire le persone, deve poter mostrare il meglio dell'umanità e la marcia di oggi lo sta dimostrando". Centinaia erano le persone che hanno marciato a Auckland contro il razzismo e in ricordo delle vittime dell'attentato dello scorso 15 marzo, quando il 28enne suprematista bianco Brenton Tarrant, che ha filmato la strage in due moschee a Christchurch, ha sparato all'impazzata, prima di essere fermato dalla polizia. La vittima più giovane aveva solo 3 anni: Mucaad Ibrahim stava pregando insieme al papà e al fratello maggiore, che sono riusciti miracolosamente a sopravvivere, quando è stato raggiunti dai colpi del killer.