Utoya

Sono passate un paio d'ora dall'esplosione al centro di Oslo. Lì 7 persone hanno perso la vita e molte altre giacciono ferite in gravi condizioni. Un uomo con addosso una divisa da poliziotto irrompe al meeting dei giovani laburisti nell'isoletta di Utoya. E' calmissimo e mostra i suoi documenti. Dice che a seguito dell'attentato di Oslo è stato mandato lì per alcuni controlli di routine sulla sicurezza della struttura e invita i giovani presenti al meeting ad andare verso di lui. Poi apre il fuoco e inizia l'apocalisse. E' così che Simen Mortensen, una delle guardie del campo, descrive l'arrivo dell'attentatore.

Una ragazza di 16 anni racconta quei terribili momenti: "L'uomo camminava lentamente lungo l'isola, aprendo il fuoco contro tutti. Si è poi avvicinato verso il posto dove ero seduta e ha aperto il fuoco uccidendo subito dieci persone. Mi sono salvata perché mi sono buttata in acqua". Anche la ragazza, come la guardia del campo, ha riferito della straordinaria calma con la quale l'attentatore sparava sulla folla.

Dana racconta che, per sopravvivere, molti dei suoi amici si erano buttati a terra fingendosi morti. Ma non è servito a nulla: "Quando erano a terra si è assicurato fossero morti, colpendoli di nuovo"- ha fatto notare la ragazza. Elise, 15 anni, s'è nascosta dietro la roccia sulla quale era posizionato l'attentatore: "Riuscivo a sentire il suo respiro"- ha detto. Emilie, invece, è rimasta 2 ore nascosta nella scuola, precisamente sotto un letto:  "Sono rimasta sotto il letto per due ore – ha detto la ragazza- e poi i poliziotti hanno infranto le finestre e sono entrati. Sembra una cosa irreale, soprattutto in Norvegia".

Molti giovani hanno poi utilizzato i social network per comunicare con i propri cari o dare l'allarme. "Chiunque abbia una barca vicino a Utoya venga a prendere i giovani che scappano a nuoto! Passate parola"- ha scritto Hanne su twitter.  E sempre su twitter Kyler scrive: "Non mi chiamate, sono nascosta. Adesso sono in lacrime".