Anche se l'India è al momento l'epicentro mondiale della pandemia di Covid-19, con oltre 400mila nuovi casi registrati nelle ultime 24 e circa quattromila morti, sono numerosi i Paesi da un angolo all'altro del globo alle prese con una nuova ondata dell'infezione e che sono in difficoltà sia per la pressione sulle strutture ospedaliere che per i rallentamenti nelle campagne di vaccinazione. Dal Nepal al Brasile, dall'Argentina al Giappone, ecco dove l'emergenza Coronavirus continua.

Nepal

Tra i Paesi sotto i riflettori della comunità internazionale per un rapido peggioramento della situazione epidemiologica c'è il Nepal. I distretti che hanno fatto registrare il più alto incremento di contagi sono proprio quelli al confine con l'India. Come nel colosso asiatico, gli ospedali sono sopraffatti dalle emergenza, c'è carenza di materiale sanitario e il primo ministro ha fatto un appello affinché chiunque possa li aiuti a superare questo momento di estrema difficoltà. Solo un mese fa il Paese da 31 milioni di abitanti riportava circa 100 casi al giorno, mentre oggi ne sono più di 8.600. Una crescita esponenziale, collegata molto probabilmente alla diffusione della variante indiana. Lo scorso fine settimana, il 44% dei test è risultato positivo, secondo i dati del governo citati dalla Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa.

Argentina

L'Argentina sta sperimentando una nuova ondata di Covid-19 da record: solo nelle ultime 24 ore sono stati registrati in tutto il Paese 663 morti, che portano il totale dall'inizio della pandemia a quota 65.865. Ciò che preoccupa di più il governo di Buenos Aires è per altro l'arrivo della stagione fredda alle porte, che potrebbe aumentare la circolazione del virus. A ciò si aggiunga che la campagna di vaccinazione procede molto a rilento. Finora si è puntato all'uso di vaccini russi (Sputnik V), cinesi (Sinopharm) e indiani (Covishield su licenza AstraZeneca), ma l'offerta continua ad essere molto inferiore alle necessità. A questo stato di relativa crisi contribuisce anche il fatto che il sistema Covax dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) non sta funzionando come dovrebbe. Al momento risulta aver completato il ciclo vaccinale con la seconda dose del siero solo il 2,55% della popolazione.

Brasile

Situazione esplosiva anche in Brasile, dove da mesi non accenna a concludersi l'emergenza Coronavirus. Nelle ultime 24 ore il Paese ha registrato altri 2.966 morti per Covid, di cui 78mila vittime solo lo scorso mese, e 77.359 nuovi contagi, per un totale di 14,86 milioni di casi confermati, diventando il terzo in tutto il mondo per numero di contagi, dopo Stati Uniti e India. Anche qui, oltre alla massiccia circolazione della cosiddetta variante B.1, tra i problemi che hanno messo in ginocchio il Paese c'è la lentezza nella somministrazione dei vaccini, seppur dovuta alla carenza di forniture e ai ritardi da parte delle case farmaceutiche. Finora è stato vaccinato meno del 10% della popolazione. E mentre le autorità locali riaprono l'economia, sotto la pressione del presidente Jair Bolsonaro, gli scienziati brasiliani avvertono di un ulteriore aumento dei casi e dei decessi quest'estate.

Giappone

Il Giappone, dove nei prossimi mesi sono in programma le Olimpiadi, sta attraversando un momento di difficoltà a causa della pandemia di Covid-19. A preoccupare è in particolare la pressione sul sistema sanitario: le terapie intensive sono piene con oltre 1.100 posti letto occupati, per cui il governo valuta un eventuale terzo stato d'emergenza. Addirittura, secondo dati ufficiali, gli ospedali della prefettura giapponese di Osaka non hanno più letti vuoti disponibili per i pazienti gravi di Covid-19. Per far fronte al numero crescente di casi, le autorità hanno aperto due centri d'attesa in aprile con ventilatori per i pazienti che chiamavano le ambulanze ma non potevano essere ammessi per mancanza di letti. La governatrice di Tokyo Yuriko Koike ha dichiarato giovedì che il numero di nuovi casi di Covid-19 tra i giovani è in aumento e ha invitato i residenti a ridurre ulteriormente i loro movimenti.