Una giovane kamikaze di Boko Haram arrestata prima di compiere l’attentato
in foto: Una giovane kamikaze di Boko Haram arrestata prima di compiere l’attentato

“Donate” per diventare terroriste suicide. E’ questo il crudele destino riservato alle giovani nigeriane dai loro stessi genitori. A denunciarlo è il portavoce dell’esercito, Sani Usaman. In un comunicato, il generale nigeriano ha affermato di avere le prove che alcuni genitori hanno concesso le loro figlie ai terroristi di Boko Haram (letteralmente “l'istruzione occidentale è proibita”) per essere indottrinate e convertirsi in kamikaze. “È stato scoperto che la maggior parte di queste sfortunate minori sono state “donate” alla setta terroristica dai loro genitori e tutori, come parte del loro contributo alla realizzazione delle codardi azioni di Boko Haram contro la società nigeriana e contro l'umanità”. Il portavoce dell’esercito nigeriano ha fatto anche un appello ai leader religiosi e delle comunità locali, soprattutto nel nord est del Paese, affinché dissuadano i genitori a consegnare le loro figlie ai terroristi di Boko Haram. “I nigeriani hanno la responsabilità e l'obbligo di formare i loro figli, proteggerli perché abbiano un futuro migliore, invece di condannarli a morte negli attentati suicidi”, ha detto Usman.

Le recenti rivelazioni di alcune ragazze, arrestate prima di compiere le missioni kamikaze, hanno fornito all'esercito nigeriano le prove dell’orribile gesto dei genitori. Gli attentati suicidi compiuti da adolescenti e poi rivendicati da Boko Haram sono in aumento, soprattutto nel Borno, uno dei 36 stati della Nigeria, situato nel nord-est del Paese africano. L’ultimo attacco sventato nella capitale del Borno, Maiduguri, risale a venerdì scorso, quando le forze di sicurezza sono riuscite a neutralizzare tre attentatori suicidi, di cui due ragazze, prima che si facessero esplodere. Nella sua dichiarazione, Usman ha esortato i nigeriani a segnalare qualsiasi persona sospetta e i casi di sparizione di adolescenti. Come incentivo, il governo ha ricordato la ricompensa di 500.000 Naira (poco più di mille euro) a chiunque fornisca informazioni utili a prevenire gli attentati suicidi.

Boko Haram ha giurato fedeltà al sedicente Califfato islamico nel 2015 e nelle mani del gruppo terroristico nigeriano ci sarebbero centinaia di adolescenti costretti ad uccidere in nome della jihad. Nei primi sette mesi del 2017, sono state più di 145 le ragazze utilizzate dal gruppo estremista per realizzare attentati kamikaze. Caserme, mercati e moschee affollati, stazioni degli autobus e persino i campi degli sfollati sono stati gli obiettivi della missioni suicide degli adolescenti convertiti in bombe umane dagli spietati terroristi.

Sono moltissimi i bambini e i giovani rapiti negli ultimi anni nei villaggi del Borno, come le 276 studentesse sequestrate nell'aprile di tre anni fa dal dormitorio della loro scuola di Chibok. Lo scorso maggio, grazie alla mediazione della Croce rossa internazionale, 82 di loro sono state liberate. Ma a sorprendere fu il fatto che alcune delle ragazze rapite avessero preferito rimanere con i loro carcerieri piuttosto che ritornare dai genitori. Una delle ipotesi per spiegare il gesto apparentemente folle di rimanere con i jihadisti, divenuti nel frattempo i loro mariti, è stata quella di una possibile radicalizzazione delle ragazze durante il sequestro. Secondo l’ultimo rapporto dell'Unicef, solo nel 2016, circa duemila minori sono stati reclutati con la forza in Nigeria e nei Paesi limitrofi. L’indottrinamento al quale vengono sottoposti gli adolescenti all'interno del gruppo terroristico è totale. E i ragazzi finiscono per diventare dei feroci assassini, utilizzati per le missione suicide o per uccidere senza pietà. Dal 2009 sono morte ventimila persone per mano di questa organizzazione terroristica; oltre due milioni invece i profughi costretti a fuggire di fronte alla violenza jihadista e del loro folle progetto di creare uno Stato islamico nel nord-est della nazione più popolosa dell'Africa.