Dopo le proteste e le contestazioni delle settimane scorse, prende il via oggi il discusso piano migranti concordato tra Ankara e l'Unione Europea. Nelle giornata di oggi infatti scatteranno i rimpatri dei primi migranti verso la Turchia come prevede il protocollo di intesa per limitare gli arrivi di profughi in Europa firmato a marzo dopo una lunga discussione e trattativa col governo turco. Come prevede il piano, le prime partenze riguarderanno i migranti giunti nei giorni scorsi in Grecia, in particolare sulle isole elleniche più vicine alla Turchia, principale punto di partenza delle rotte balcaniche. I primi 135 profughi sono stati fatti partire dall'isola di Lesbo questa mattina quando la polizia greca e gli agenti dell'agenzia europea di protezione delle frontiere Frontex hanno accompagnato i migranti alle imbarcazioni dirette verso le coste turche.

L'operazione è stata supervisionata da un tenente generale del polizia greca, che però non ha voluto fornire  dettagli sulla nazionalità dei migranti espulsi. La prima partenza si è svolta in maniera regolare ma non sono mancate proteste e tensioni nella vicina isola greca di Chio, dove poche ore prima si sono registrati scontri tra forze dell'ordine e migranti e manifestanti contrari al rimpatrio. La polizia in assetto antisommossa è intervenuta con alcune cariche.  Sull'isola greca di Lesbo ci sono oltre tremila rifugiati e migranti ma secondo l'accordo tutti i migranti arrivati in Grecia dopo il 20 marzo saranno rispediti in Turchia.

Secondo l'agenzia greca Ana, saranno circa 750 i migranti rispediti in Turchia a forza nei primi tre giorni del contestato piano.  Ana ha spiegato che i migranti ripartiranno da Lesbo fino al porto turco di Dikili, aggiungendo che Frontex ha noleggiato due navi turche per l'operazione. Forti contestazioni al piano di espulsione dei migranti verso la Turchia sono arrivate da Amnesty International.   "Questo è il primo giorno di tempi molto duri per i diritti dei rifugiati. Nonostante le gravi lacune legali e la mancanza di un'adeguata protezione in Turchia, l'Ue sta andando avanti in un accordo pericoloso", ha affermato infatti  Giorgos Kosmopoulos di Amnesty International in Grecia.