Elezioni Midterm 2026

Elezioni Midterm USA 2026, in quali Stati si vota per i governatori: le sfide in Ohio e Nevada

A cura di Giulia Renda
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Il 3 novembre si voterà per scegliere i governatori di 36 Stati americani, in contemporanea con le elezioni di midterm per il Congresso. Tra le sfide da seguire ci sono quelle in Ohio e Nevada, dove i sondaggi mostrano una competizione aperta tra Democratici e Repubblicani. Un voto che potrebbe cambiare gli equilibri politici anche a livello locale.

Il 3 novembre, insieme alle elezioni di midterm per il Congresso, gli americani voteranno anche per scegliere i governatori di 36 Stati. Queste elezioni non riguardano quindi soltanto Washington e il futuro politico di Donald Trump, ma anche chi guiderà i governi locali nei prossimi anni.

Il governatore è il capo del potere esecutivo dello Stato e, a seconda delle norme locali, può firmare o porre il veto sulle leggi approvate dal parlamento statale, proporre il bilancio e guidare le amministrazioni pubbliche. Il suo ruolo è importante anche nella gestione di questioni come istruzione, sanità, sicurezza e politiche economiche.

Non tutti i governatori vengono eletti ogni quattro anni. In New Hampshire e Vermont, per esempio, il mandato dura due anni. Nella maggior parte degli altri Stati, invece, il mandato è di quattro anni. Le elezioni per i governatori si terranno nello stesso giorno di quelle per il Congresso, ma si tratta di votazioni distinte. Un elettore potrà scegliere un candidato di un partito per la Camera o il Senato e votare per un candidato dell'altro partito nella corsa al governatorato.

L'elenco degli Stati al voto in USA per il rinnovo dei governatori

I 36 Stati chiamati a scegliere il proprio governatore sono Alabama, Alaska, Arizona, Arkansas, California, Colorado, Connecticut, Florida, Georgia, Hawaii, Idaho, Illinois, Iowa, Kansas, Maine, Maryland, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Nebraska, Nevada, New Hampshire, New Mexico, New York, Ohio, Oklahoma, Oregon, Pennsylvania, Rhode Island, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Vermont, Wisconsin e Wyoming.

La situazione di partenza è piuttosto equilibrata: tra i governatorati che saranno rinnovati, 18 sono attualmente guidati da Democratici e 18 da Repubblicani. Quest'anno non si vota in tutti gli Stati: 14 governatori, sei Democratici e otto Repubblicani, non devono affrontare le elezioni. Il voto è seguito con particolare attenzione per capire se cambieranno i vari equilibri politici locali. Secondo le previsioni di Decision Desk HQ aggiornate al 28 ottobre, i Democratici sono considerati favoriti in 22 delle 36 competizioni.

In Ohio e Nevada le sfide principali

Tra le competizioni più contese ci sono quelle in Ohio e Nevada, due Stati in cui i sondaggi mostrano una gara del tutto aperta. In Ohio il Repubblicano Mike DeWine, alla guida dello Stato dal 2019, è arrivato al limite dei mandati e dovrà lasciare l'incarico. A contendersi la successione sono la Democratica Amy Acton, ex direttrice del dipartimento sanitario statale, il Repubblicano Vivek Ramaswamy, imprenditore che ha partecipato alle primarie presidenziali repubblicane del 2024, oltre all Libertario Don Kissick. Secondo la media di cinque sondaggi riportata da 270toWin, Acton si attesta al 48% e Ramaswamy al 45,4%. Un distacco che ricade entro il margine di errore delle rilevazioni e non permette di fare previsioni certe.

Acton si è fatta conoscere durante la pandemia di Covid-19, quando guidava il dipartimento della sanità dell'Ohio. Sostiene il diritto all'aborto e regole più stringenti sulle armi. Ramaswamy è una figura vicina a Trump e ha notorietà nazionale: ha una linea più restrittiva sul diritto all'aborto e sostiene una maggiore libertà in materia di armi e sviluppo energetico. A far discutere è stato anche uno spot di Ramaswamy dove attacca brutalmente Acton, usando le parole della madre, con cui la candidata non ha rapporti da quando era bambina. La pubblicità ha ricevuto critiche anche tra i Repubblicani, tanto che il governatore uscente Mike DeWine ha chiesto alla campagna di Ramaswamy di ritirare lo spot, pur senza rinunciare a sostenere il candidato.

In Nevada la situazione è altrettanto combattuta. Il governatore uscente Joe Lombardo, Repubblicano ed ex sceriffo della contea di Clark, cerca la riconferma contro il Democratico Aaron Ford, procuratore generale dello Stato dal 2019. Ford vuole rafforzare le tutele per il diritto all'aborto e limitare il peso dei grandi investitori nel mercato immobiliare, mentre Lombardo ha difeso la propria opposizione a nuove tasse e ha già posto il veto su una proposta per limitare il numero di abitazioni che possono essere acquistate dalle società. Anche qui le rilevazioni restituiscono un quadro ancora incerto. Un sondaggio di RedBox Research assegna a Ford il 45,6% e a Lombardo il 42,6%.

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