Il manager siciliano Eugenio Vinci, 57 anni, è morto per avvelenamento da monossido di carbonio, le indagini hanno confermato la causa del decesso: il gas si è sprigionato all'interno dello yacht. Inizialmente si era parlato di un avvelenamento dovuto al cibo, frutti di mare. La barca, su cui l'uomo viaggiava con la famiglia per una vacanza – tra loro anche il sindaco di Sant'Agata di Militello, Bruno Mancuso – si trovava nei pressi di Hvar, in Croazia.

La tragedia è avvenuta il 13 mattina, quando Vinci è stato trovato di sensi nel bagno della barca che aveva noleggiato con gli amici. Tutto le persone a bordo del caicco si sono sentite male la sera prima, ma se gli altri intossicati sono in via di guarigione non si può dire lo stesso dei due figli del manager, amministratore delegato del del gruppo Tuo che gestisce i supermercati Tuodì sono ancora ricoverati in gravi condizioni. I bambini, di 5 e 11 anni, sono ricoverati all'ospedale di Spalato, dove sono stati trasportati d'urgenza dall'isola dalmata con un elicottero.

Si trovano in terapia intensiva e rischiano la vita per gli effetti del gas inalato che hanno interessato organi vitali. "Nel sangue dei due bambini è stato rilevato un alto livello di carbossiemoglobina, che indica una intossicazione da monossido di carbonio", ha detto alla stampa croata Branka Polic, capo del reparto di terapia intensiva pediatrica del centro ospedaliero di Spalato.

Il proprietario e lo skipper dello yacht sono stati arrestati per aver installato un motore nella barca senza seguire le norme di sicurezza, causando quindi la fuoriuscita dei gas tossici. Lo ha reso noto la polizia croata. Si tratta, secondo la polizia, di un uomo di 23 anni ed uno di 27 anni, entrambi croati. Secondo le indagini della direzione della polizia di Spalato-Dalmazia, il motore sarebbe stato installato lo scorso 8 agosto. Armatore e skipper hanno inserito nel vano motore un generatore a benzina che si raffredda ad aria. Una volta avviato, il motore ha iniziato a sprigionare gas tossici che hanno raggiunto anche le cabine, avvelenando così il manager e i due figli.

I due sono sospettati di "reati contro l'incolumità pubblica" aggravati dal fatto che il loro comportamento ha causato la morte di Vinci. Hanno trascorso la notte in custodia cautelare e tra breve saranno condotti davanti a un giudice istruttore che dovrà decidere sul loro trattenimento in carcere. La pena prevista in Croazia per questi reati è da un minino di uno fino a un massimo di otto anni di reclusione.