Mamma e bimba uccise a martellate vicino casa in Uk, dopo 30 anni riaperta indagine con l’ombra di un serial killer

Lin Russell stava tornando a casa con le sue due figliolette appena uscite da scuola quando lungo una strada di campagna, non lontano da casa nel Kent, un uomo le aggredì uccidendo madre figlioletta di sei anni e ferendo gravemente l’altra bimba di 9 anni. A distanza di 30 anni da uno dei più brutali delitti del Regno Unito le indagini sul caso sono state inaspettatamente riaperte grazie alla decisione dell'organismo di controllo sugli errori giudiziari che ha accolto una istanza dell’unico condannato per il duplice delitto, Michael Stone, che si è sempre dichiarato innocente.
La Criminal Cases Review Commission riesaminerà le prove che hanno portato alla condanna di Stone, sia analizzando i reperti ancora presenti, alla luce delle nuove tecnologie forensi, ma anche rivalutando la testimonianza di un altro detenuto, Damien Daley, considerato testimone chiave dell'accusa, che affermò che l’uomo gli aveva raccontato nei dettagli gli omicidi in una confessione in prigione.
La CCRC ascolterà Daley in carcere, dove sta scontando l'ergastolo per un omicidio del 2014, ed esaminerà gli oggetti rinvenuti sulla scena del crimine prima di decidere se rinviare la sentenza alla Corte d'appello per un nuovo processo.
Stone, che sta scontando l'ergastolo per il duplice delitto avvenuto nel luglio 1996 ma si è sempre proclamato innocente, aveva già tentato un ricorso contro la sua condanna nel 2012 ma era stato respinto. Dopo una seconda richiesta nel luglio 2025, la CCRC affermò che non vi era "alcuna reale possibilità" che la Corte d'appello annullasse le sue condanne, ma poi a ottobre l'organismo di controllo ha confermato che stava nuovamente riesaminando il caso.

Gli avvocati dell’uomo sottolineano che non è stato trovato nessuna DNA appartenente a Stone sui reperti chiave e che tutto si basa sulla testimonianza di Daley che però ha più volte ritrattato. In un'intervista esclusiva al Daily Mail, Stone ora avanza l’ipotesi che dietro il delitto ci sia Levi Bellfield, un serial killer e molestatore sessuale britannico condannato per diversi omicidi nei primi anni duemila.
Il processo a carico di Stone del resto aveva avuto un percorso molto complicato. L’uomo fu arrestato perché tossicodipendente e con una precedente condanna per un altro attacco con martello in zona ma la prova chiave arrivò dal racconto di un altro detenuto che disse di aver raccolto la sua confessione.

Inizialmente in realtà erano tre i detenuti ad accusarlo dichiarando che aveva confessato in cella. Stone fu condannato per gli omicidi nel 1998 ma prima della sentenza uno di loro rilasciò un'intervista affermando di essersi inventato tutto e un altro ammise di aver preso soldi dai media per raccontare i fatti. La condanna di Stone quindi fu annullata e il suo caso fu rinviato a nuovo processo nel 2001 con la testimonianza del solo Daley e che si concluse con una nuova condanna. Il testimone chiave, che si trovava in una cella vicina e Daley, affermò che l’imputato gli aveva confessato il delitto attraverso un tubo del riscaldamento.
La difesa di Stone ritiene però che Daley aveva secondi fini per testimoniare, visto che poi è uscito all’isolamento in cella e le accuse di lesioni personali gravi e incendio doloso a suo carico sono state ritirate in favore della testimonianza. Gli avvocati però sostengono anche che non sia stato approfondito il possibile coinvolgimento del serial killer che alcuni anni fa addirittura si autoaccusò dei due omicidi ma non è stato mai creduto.