La Procura generale di Malta ha formalizzato le accuse e chiesto condanne all'ergastolo per i tre presunti autori materiali dell'omicidio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista uccisa con un'autobomba il 16 ottobre 2017 davanti alla sua abitazione. Ai tre sospettati, i fratelli Alfred Degiorgio (53 anni) e George Degiorgio (55 anni) e Vincent Muscat (55 anni), che vennero arrestati un paio di mesi dopo il brutale delitto della giornalista, è stato notificato il rinvio a giudizio. Restano invece ancora sconosciuti i mandanti dell’omicidio della giornalista. Il governo maltese, contestato e considerato complice dalla famiglia di Daphne Caruana Galizia, ha espresso soddisfazione: “Questa è un'ulteriore prova della dedizione e del buon funzionamento delle istituzioni”, ha commentato in una nota.

Erano stati arrestati nel 2017 – La famiglia della giornalista maltese in questi anni ha invece lamentato la lentezza con la quale la procura ha proceduto all'incriminazione formale dei tre uomini, che erano stati arrestati nel dicembre del 2017 e accusati di avere fabbricato, installato e fatto detonare l'ordigno che ha ucciso la donna. Le indagini a carico dei due fratelli Degiorgio e di Muscat sono iniziate nel dicembre del 2017, due mesi dopo che Caruana Galizia morì. Secondo la legge maltese, l'accusa ha ora 20 mesi di tempo per fissare la data di inizio del processo.

Le accuse a carico dei presunti autori del delitto della giornalista – Secondo quanto riporta Malta Today, le accuse a carico dei tre sospettati sono sei: oltre all’omicidio volontario, sono stati rinviati a giudizio per associazione a delinquere, “promozione e organizzazione” dell’omicidio, partecipazione attiva all’esecuzione dell’omicidio, possesso illegale di esplosivi e al loro utilizzo per uccidere. Il provvedimento di rinvio a giudizio consta di 18 pagine. Nel testo gli inquirenti scrivono di ritenere che i tre "si sono associati tra loro così come con terze parti che sono ancora sconosciute, allo scopo di uccidere Daphne Caruana Galizia".