Sono almeno quattro le vittime e undici le persone rimaste ferite nell'esplosione di una palazzina avvenuta nel pomeriggio di ieri a Madrid. L'ultimo a perdere la vita è stato il sacerdote Ruben Perez Ayala. Sarebbe stata una fuga di gas a provocare la deflagrazione che alle 14.56 di ieri, mercoledì 20 gennaio, ha gravemente danneggiato un edificio parrocchiale di otto piani in via Toledo 98 a Madrid nel quartiere La Latina. Sulla dinamica dell'esplosione sta indagando la polizia con l'aiuto dei vigili del fuoco che hanno effettuato le rilevazioni necessarie a capire cosa abbia provocato la perdita di gas: sembra però che fosse in corso un controllo dell'impianto dell'edificio parrocchiale che è di proprietà della chiesa Virgen de la Paloma che dispone di vari uffici, sale riunioni, un centro di accoglienza della Caritas e tre case per sacerdoti.

Due delle vittime erano passanti che camminavano per strada, si tratta di un uomo di 85 anni e un'altra persona di 53 anni: di entrambi però non sono state fornite le generalità. Mentre la terza vittima è l'operaio Santos Muñoz, elettricista chiamato a intervenire sull'impianto delle caldaie. L'uomo 35 anni e padre di quattro figli, era giunto poco prima nella palazzina. Con lui c'era il sacerdote 35enne Ruben Perez Ayala chiamato ad assistere gli operai mentre controllavano la caldaia.

Nelle vicinanze del luogo dell'esplosione ci sono una residenza per anziani ed una scuola. Le forze dell'ordine ed i sanitari hanno provveduto immediatamente ad evacuare entrambe le strutture senza, fortunatamente, registrare alcun ferito. "È stato come un terremoto, pensavo fosse una bomba", spiega un testimone. Tra i feriti più gravi ci sono un uomo di 26 anni, trasferito all'ospedale di La Paz in condizioni piuttosto gravi, un altro uomo di 53 anni soccorso con trauma cranico e ricoverato all'ospedale Ramón y Cajal con prognosi riservata e un terzo uomo, di 29 anni, che ha subito una frattura del perone ed è ricoverato in prognosi riservata.