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10 Dicembre 2010
16:17

Liu Xiaobo Nobel per la Pace 2010: posto vuoto ad Oslo, massima censura in Cina

Liu Xiaobo, Premio Nobel per la Pace 2010, non ha potuto presenziare alla cerimonia, tenutasi oggi ad Oslo. Massima censura in Cina.
A cura di danila mancini
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Quella foto ha fatto il giro del mondo, diventando presto il simbolo della resistenza contro l'oppressione e la tirannia in Cina. Di quel momento furono scattate diverse immagini e registrati filmati: a distanza di anni continuano a commuovere per la forza e i valori che comunicano. Era il 5 giugno 1989: un uomo, di cui non si è mai saputa l'identità, andò incontro ad una fila di carri armati, tentando di bloccarne l'avanzata. Con la mano sinistra teneva una busta, con la destra la sua giacca. I mezzi pesanti si arrestarono, cercarono anche di aggirare l'uomo, ma questi continuava a opporsi al loro passaggio. Fermo, immobile contro i carri armati, fino a quando decise di scavalcare il primo per parlare direttamente con il militare che conduceva il mezzo. Non si è mai saputo cosa si dissero in quel momento, ma non è difficile immaginarlo.

Dopo essere sceso dal carro armato, l'uomo a gesti comunicò la sua ferma intenzione di non farli passare e per la terza volta oppose il suo corpo al loro passaggio. L'uomo si voltò, indicò con le mani la piazza Tienanmen, centro della protesta, quasi a voler proteggere i manifestanti che si trovavano lì. Poi un compagno sulla bicicletta e altri a piedi lo allontanarono a forza, forse per evitargli morte certa. Di lui non si è mai saputo nulla, alcuni dicono sia stato giustiziato.

La storia lo ricorda come il Rivoltoso Sconosciuto.

La Cina è un paese dalla lunga e complessa storia, un paese  incredibilmente affascinante, passionale ma anche contraddittorio e, a volte, crudele. Negli ultimi anni il governo ha violato con la forza quelli che dovrebbero essere sacrosanti diritti umani, inviolabili: l'occupazione militare del Tibet, le cui proteste sono state respinte con la forza, è stato definita dal Dalai Lama un genocidio culturale, di cui l'Occidente si è occupato solo per riempire le pagine dei giornali. Per non parlare della libertà di stampa, religiosa, di parola, che non hanno ragion d'essere in un paese guidato dalla più oppressiva censura politica e sociale.

Chi è Liu Xiaobo?

Dalle autorità cinesi è definito un dissidente sovversivo e pericoloso, un criminale che ha ordito contro il suo stesso paese. Accusato di far parte del movimento Charta08, che chiede l’instaurazione di un sistema politico democratico, Liu Xiaoobo sta scontando una pena di 11 anni in un carcere del Nordest della Cina. Ecco come il Global Times descrive l'appoggio che i paesi occidentali hanno rivolto all'operato di Xiaobo: "La Cina sotto processo: stanno tentando di imporre alla Cina valori stranieri, cercano di descrivere l'imbarazzo cinese ma, per quanto siano forti le opinioni dell'Occidente, non riusciranno a imbrogliare il popolo".

Chi è Liu Xiaobo?

Per il mondo intero è un eroe, che ha sacrificato la propria libertà in difesa dei diritti umani, un uomo che sembra ricordare il Rivoltoso Sconosciuto: mani libere da armi, a guidare la sua lotta il credere profondamente in una Cina finalmente libera. Liu Xiaobo ha vinto il Premio Nobel per la Pace 2010. Avrebbe dovuto ritirare questo importante riconoscimento, che nessun altro cinese ha mai avuto, in una manifestazione che ha avuto luogo ad Oslo intorno alle 13 di oggi. Il suo posto era vuoto, come quello della moglie Liu Xia, sottoposta agli arresti domiciliari. Thorbjoern Jagland, presidente del Comitato per il Nobel, ha dichiarato: "Liu ha solo esercitato i suoi diritti civili, non ha fatto nulla di male, deve essere rilasciato". Dello stesso avviso anche il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha chiesto la liberazione di Xiaobo, meritevole del Nobel più di quanto lo sia stato lui l'anno precedente.

E mentre in Cina la censura è totale sia sul web che in televisione (proibito qualsiasi tentativo di diffondere immagini della cerimonia), nel resto del mondo Liu Xiaobo è simbolo di pace e libertà, per quanto nel suo Paese si cerchi di far credere il contrario. Nessuno ha mai dimenticato il Rivoltoso sconosciuto, sebbene il suo viso non sia contenuto nei libri di storia. La Cina si ribella e continuerà a farlo, indipendentemente da una cerimonia non presenziata o da una poltrona vuota.

https://www.youtube.com/watch?v=-HtE6Kz_188
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