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Libia: il rimorchiatore italiano è al porto di Tripoli. L’equipaggio: ”Stiamo tutti bene”

Il ministro degli esteri Frattini ha dichiarato che non crede ci sia il pericolo reale di una presa di ostaggi. Tuttavia la vicenda “non può considerarsi conclusa”.
A cura di Biagio Chiariello
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rimorchiatore_asso22

Nonostante la disavventura dell'Asso 22 non è ancora del tutto chiarita, sembra che arrivino buone notizie dalla Libia. Il rimorchiatore, sequestrato sabato 19 marzo da imprecisati "esponenti militari libici", è ormeggiato dalle 8,30 di questa mattina nel porto di Tripoli. Lo rende Luigi Chiavistelli, comandante dell' Asso 22, che poche ore fa è riuscito a contattare sua moglie: "Stiamo bene, non ti preoccupare".

La signora Maria, intervistata da Ansa.it, dice: "Mio marito mi ha riferito che tutto l'equipaggio sta bene, ha detto anche che gli hanno restituito il telefono cellulare e che ora potrà chiamarci. Non sa  come si evolverà la situazione, ma mi ha ribadito più volte di stare tranquilla". Una telefonata che la sig.ra Chiavistelli attendeva da giorni "è quasi la fine di un incubo. Quando l'ho sentito al telefono sono scoppiata a piangere".

Ulteriori conferme arrivano anche da fonti più ufficiali. "Confermiamo che tutti i membri dell'equipaggio [otto italiani, un ucraino e due indiani] stanno bene," fa sapere la società proprietaria dell'imbarcazione, la Augusta Offshore spa di Napoli. "L'equipaggio è stato autorizzato dai militari libici a bordo a contattare familiari e compagnia. In questi giorni l'attività di Asso Ventidue si è limitata a monitorare le coste libiche". Tuttavia la vicenda "non può considerarsi conclusa".

Dopo essere stata bloccata nella capitale della Libia, "militari libici armati" erano saliti a bordo dell'imbarcazione per poi farla salpare per una meta sconosciuta. L'Asso 22 era impegnato in operazioni di assistenza alle piattaforme petrolifere per conto di un cliente libico partner della compagnia italiana Eni.

Il ministro degli esteri Frattini, in un’intervista radiofonica per la trasmissione ‘Radio Anch’io', ha dichiarato che non crede ci sia il pericolo reale di una presa di ostaggi, poiché in quel caso chi sequestra la nave si muoverebbe in altro modo, “sarebbe scomparso dai radar”.
Il ministro ha quindi assicurato che si sta eseguendo un attento monitoraggio del rimorchiatore grazie al satellite. “A bordo vi sono libici che non conosciamo” ha riferito il capo della Farnesina.

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