La premier neozelandese Jacinda Ardern.
in foto: La premier neozelandese Jacinda Ardern.

La Nuova Zelanda lo ha rifatto: dopo aver abbattuto la curva dei contagi da Coronavirus lo scorso giugno, è riuscita a sconfiggere anche la seconda ondata dell'epidemia di Covid-19, che era tornata dopo l'estate in maniera prepotente a Auckland. L'annuncio è stato dato dalla premier Jacinda Ardern, che è diventata una vera e propria stella nel paese da circa cinque milioni di abitanti nel cuore dell'Oceano Pacifico. "Il virus è di nuovo sotto controllo – ha detto lunedì nel corso di una diretta tv -. Possiamo sentirci ancora una volta orgogliosi di questo risultato che abbiamo raggiunti tutti insieme, uniti più che mai", aggiungendo che "la nostra piccola squadra ha fatto quello che fanno sempre le nostre nazionali sportive: ha abbassato la testa e tirato avanti". Dopo un momentaneo balzo in avanti delle infezioni, registrato ad agosto, da 10 giorni in tutto il territorio nazionale non ci sono più nuovi positivi.

Dopo aver annunciato di aver sconfitto il Coronavirus in seguito alla guarigione dell'ultimo paziente lo scorso 8 giugno, a inizio agosto era scoppiato un focolaio in un caseggiato popolare di Auckland e i contatti sono stati limitati al minimo. Per questo sono subito state reintrodotte una serie di misure restrittive e il livello di allerta è stato di nuovo innalzato. Non solo. È stato realizzato un solido sistema di isolamento dei positivi, che sono stati trasferiti negli hotel trasformati in strutture per la quarantena in tutta l'isola. Il governo ha anche implementato un programma aggressivo di tracciamento dei contatti, rafforzato grazie una app di contact tracing (come Immuni in Italia), che ha aiutato le autorità locali a individuare e interrompere immediatamente la catena del contagio. Sin dall'inizio dell'emergenza, il Paese si è contraddistinto per una strategia chiara e coerente, aiutato da un atteggiamento collaborativo e disponibile della popolazione, che gli ha permesso di registrare alcuni dei numeri più bassi al mondo, con soli 1.861 casi confermati in più di sei mesi e 25 decessi, secondo quanto rilevato della Johns Hopkins University. Ma, anche se al momento la situazione è sotto controllo, non bisogna abbassare la guardia: "Vogliamo tutti evitare ulteriori restrizioni – ha concluso Ardern – per questo dobbiamo restare vigili".