La Francia rinuncia all’acquisto di 40 cacciabombardieri Rafale

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Gli aerei, di produzione francese, verranno venduti all’estero per fare cassa. Previsti pesanti tagli delle spese militari tra il 2014 e il 2019.

Mentre in Italia la possibilità di ridurre le spese militari sembra una pura utopia, tanto che la maggioranza di governo non ha mai messo in seria discussione l'acquisto dei caccia F-35, a pochi chilometri dal nostro confine le cose vanno diversamente. Ieri infatti il ministro della difesa francese Jean-Yves Le Drian ha introdotto un progetto di legge sulla programmazione militare dal 2014 al 2019 che prevede, come per molti altri settori, dei tagli di spese: tra questi, è prevista la possibilità di vendere delle proprietà del ministero della difesa, ma soprattutto limitare l'acquisto dei cacciabombardieri Rafale: questo, tuttavia, a condizione che si riesca a dirotta gli aerei – costruiti in casa dalla Dessault Aviation – verso altri mercati: in cima alla lista ci sarebbe l'India, interessata fortemente a equipaggiare la sua aeronautica con i caccia francesi.

Considerando che la Dessault costruisce un minimo di 11 velivoli all'anno, il conto è presto fatto: 66 aerei saranno realizzati entro il 2019. Di questi, tuttavia, la Francia si è impegnata ad acquistarne soltanto 26, in ottemperanza a una "dieta" più rigorosa nelle spese militari. Gli altri verranno venduti e serviranno alla Francia per fare cassa.

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