Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

“Israele non ferma le bombe e i nostri bambini muoiono di fame”, la testimonianza da Gaza in totale blackout

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Continuano gli attacchi israeliani nella striscia di Gaza: una tendopoli nel porto di Gaza City
Fanpage.it è riuscita ad entrare in contatto con Mohamed Alamarin, pizzaiolo di Gaza, nonostante il blackout completo della Striscia: “Da quando Israele ha iniziato la guerra con l’Iran qui hanno chiuso di nuovo tutti i valichi, non entra più niente, non c’è farina, non c’è niente, non ci sono più le distribuzioni di cibo, nessun camion entra a Gaza”.

“Abbiamo scoperto per caso che le luci che vedevamo ieri nel cielo non erano missili israeliani che sarebbero caduti su Gaza, abbiamo scoperto per caso che è iniziata una guerra con l’Iran, non ne sapevamo nulla”, racconta Mohamed Alamarin che stamattina è riuscito a raggiungere telefonicamente Fanpage.it dal buco nero di Gaza, dove da tre giorni il genocidio si consuma in spaventoso silenzio.

Da giovedì la Striscia è stata tagliata completamente fuori dal mondo, Israele ha bombardato le infrastrutture che garantivano internet e la linea fissa, esattamente come fece all’indomani del 7 ottobre 2023. Prima il nord, poi il sud, fino a spegnere completamente le voci dei gazawi, dei pochi che ancora riuscivano a testimoniare, dei pochissimi giornalisti che non sono stati uccisi. Adesso da Gaza non esce e non entra più alcuna notizia. Neanche quella che da stamane, secondo l’Idf, il mattatoio di Gaza è diventato “fronte secondario”.

“Sono ancora vivo, ma la situazione è sempre più difficile”, continua Mohamed, pizzaiolo di Gaza, “Israele non si ferma un attimo di bombardare, internet è stato tagliato sia al nord che al sud, non so niente di cosa stia succedendo, sono riuscito a collegarmi solo adesso con una e-sim, ma sono costretto a stare vicino il confine circondato da carri armati israeliani”.

E mentre il blackout totale delle comunicazioni ha interrotto anche i contatti tra le squadre di soccorso della Mezzaluna palestinese di Gaza e la centrale operativa a Ramallah, che smista le ambulanze verso le richieste di soccorso, ha bloccato tutte le operazioni di evacuazione in corso, e reso impossibile a centinaia di migliaia di persone che dovevano mandare i certificati medici dei propri figli di mettersi almeno in lista d’attesa, la guerra con l’Iran sembra diventare sempre più preoccupante.

A Gaza l'apertura del nuovo fronte di Israele ha significato l’interruzione immediata della distribuzione di aiuti umanitari: “Da quando Israele ha iniziato la guerra con l’Iran qui hanno chiuso di nuovo tutti i valichi, non entra più niente, non c’è farina, non c’è niente, non ci sono più le distribuzioni di cibo, nessun camion entra a Gaza”, dice Mohamed.

"Quando mi hanno chiesto cosa pensassi degli attacchi israeliani contro l'Iran, ho risposto: questi attacchi hanno impegnato l'esercito israeliano e impedito l'ingresso anche di briciole di cibo a Gaza”, ha scritto ieri sul suo profilo Instagram lo scrittore gazawi Alaa Ahmed, riuscendo a connettersi e a lanciare un appello disperato, “se proprio devo commentare quegli attacchi, posso dire: "Ogni conflitto tra Iran e Israele distoglie l'attenzione da Gaza, intanto i nostri bambini continuano a morire di fame”.

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