ahmadinejad_iran_proteste

Continua a soffiare il vento di cambiamento sul mondo arabo, un vento rivoluzionario e di libertà che ha scosso già Tunisia ed Egitto e che minaccia molti altri paesi del mondo arabo. Oggi si sono registrati degli scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza iraniane che si sono affrontati oggi in diversi punti della capitali iraniana, Teheran, dove l'opposizione aveva convocato una manifestazione che successivamente è stata proibita dal regime degli ayatollah.

Secondo quanto riferiscono diversi testimoni, la polizia ha usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per disperdere lafolla che silenziosamente e pacificamente aveva occupato piazza Azadì, nel sud-est dela cità. Alcuni manifestanti, molti dei quali uomini adulti hiunti in piazza con mogli e figli, hanno urlato il loro disprezzo verso Ahmadineyad con frasi del tipo: "Morte al dittatore".

Teheran aveva già minacciato l'uso della forza in risposta alla decisione dell'opposizione iraniana di manifestare a favore delle proteste del nord africa nonostante le autorità avessero proibito categoricamente la marcia. Dalle prime ore di questa mattina, agenti e volontari islamici (basiyi) vestiti da civili, pattugliavano gli accessi viali Enguelab e Vali-e Asr, scenari nl giugno del 2009 di gigantesche marce popolari contro la rielezione del presidente Ahmadineyad che l'opposizione giudicò fraudolenta.

La repressione, come prevedibile, è dura ed ha provocato la morte di almeno 2 persone e l'arresto di altre 200: sono in corso scontri, bruciano i cassonetti della spazzatura e sono già numerosi gli arresti di attivisti politici dell’opposizione e di diversi giornalisti. Secondo quanto riferisce l'Ansa almeno dieci attivisti dell'Onda Verde (gli oppositori del regime) sarebbero stati arrestati e secondo la radio d'opposizione e-Persian, alcuni basiyi avrebbero attaccato i manifestanti con manganelli e gas lacrimogeni per impedire loro di raggiungere i luoghi da dove dovrebbe prendere il via la manifestazione antigovernativa dell'Onda Verde.

Altre fonti hanno riferito che il servizio di telefonia mobile è fuori uso  in molte aree di Teheran e che altre manifestazioni sarebbero state disperse dalla polizia stamane nelle città di Isfahan e Shiraz. Si allargano a macchia d'olio, dunque, le proteste contro i dittatori arabi in un'ondata di contestazione che evidenzia l'esasperazione delle popolazioni conto la mancanza dei diritti fondamentali dell'uomo che devono sopportare da ormai troppi anni.

Poco fa, forse preoccupato da quanto sta accadendo ai dittatori dei paesi arabi, il leader libico Muammar Gheddafi, in risposta alle rivolte, tramite la tv di Stato, ha lanciato un appello a tutti i Paesi  musulmani, affinchè uniscano le loro forze contro i poteri occidentali: "Il mondo è diviso in bianco", riferendosi agli Stati Uniti ed ai paesi occidentali, "e in verde" intendendo il mondo musulmano. "Il colore bianco ha deciso di sbarazzarsi del colore verde. Questi Paesi dovrebbero essere uniti contro il bianco, perchè tutti questi Paesi bianchi sono nemici dell’Islam".

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, consapevole del ruolo svolto dai social network nelle proteste,  ha inviato messaggi in lingua farsi su Twitter agli iraniani invitando Teheran a permettere "alle persone che godono degli stessi diritti universali di riunirsi pacificamente e di manifestare come al Cairo". Nel frattempo pare che il regime iraniano abbia già bloccato l'accesso ad internet.