E' molto pesante il bilancio del maltempo che si sta abbattendo in questi giorni a Mumbai, dove a causa delle violentissime piogge monsoniche sono franati numerosi muri uccidendo almeno 28 persone e ferendone decine di altre. E' accaduto ieri nella capitale finanziaria indiana, dove le autorità hanno emesso il massimo stato di allerta chiudendo scuole e uffici e limitando fortemente anche il traffico ferroviario.

Le precipitazioni degli ultimi giorni hanno raggiunto livelli record e gli esperti hanno riferito che non erano così copiose, almeno a Mumbai, da un decennio a questa parte. Le piogge, unite ai forti venti, hanno causato il crollo di muri e baracche soprattutto lungo la collina di Malad, uno dei sobborghi occidentali di Mumbai abitati in larghissima parte da persone molto povere. In diciotto hanno perso la vita, mentre decine di altre persone sono state soccorse dai vigili del fuoco, che hanno dovuto scavare a mani nude nel fango. Stessa sorte è capitata a 15 abitanti della vicina città di Pune.

Mumbai è diventata negli ultimi anni uno dei centri finanziari più importanti dell'Asia: grattacieli e quartieri modernissimi sono stati edificati nel giro di pochi decenni, ma non è stata prestata la dovuta attenzione alle aree della città più periferiche e disagiate, dove vivono centinaia di migliaia di persone in condizioni di povertà estrema alle prese, ogni anno da giugno a settembre, con il vero e proprio incubo delle piogge monsoniche che sovente provocano frane, crolli e non pochi morti, feriti e dispersi. Secondo le autorità meteorologiche indiane le precipitazioni continueranno ad essere molto intense anche nei prossimi giorni; non è quindi da escludere che il bilancio delle vittime delle violente piogge possa essere destinato ad aumentare.