Prosegue il secondo, storico processo di impeachment nei confronti di Donald Trump. Ieri è andato in scena il secondo atto del procedimento aperto a carico dell'ex presidente degli Stati Uniti per aver incitato l'assalto a Capitol Hill lo scorso 6 gennaio da parte di centinaia di suoi sostenitori. Dopo il via libera di martedì sulla costituzionalità del processo, l'accusa, composta da un gruppo di nove senatori del Partito Democratico, ha mostrato incredibili quanto inediti video di quanto successo a Washington nel giorno in cui il Congresso era riunito per ratificare la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali 2020. L'obiettivo dei senatori, nelle prime ore a disposizione per presentare le proprie argomentazioni, è stato chiaro sin dai primi minuti dei filmati mostrati: collegare l'ex tycoon e le sue parole alla rivolta che ne è seguita.

A differenza del video di 13 minuti mostrato all'inizio del processo martedì scorso, ieri i democratici hanno fatto di più. Hanno offerto uno sguardo più dettagliato e quasi minuto per minuto della violenza che si è consumata in Campidoglio il 6 gennaio, compresi i tweet di Trump. Le nuove immagini, provenienti in gran parte da telecamere di sicurezza e da body cam in dotazione alla polizia, hanno mostrato come, in più di un’occasione, gli assalitori violenti siano arrivati vicinissimi a deputati e senatori e al loro staff, rischiando di far loro del male. Si vede, ad esempio, il momento in cui i rivoltosi sono riusciti a entrare nell'edificio sfondando le finestre. La polizia ha cercato di fermarli ma sono stati travolti dalla furia degli aggressori. In un altro filmato il protagonista è l'ex vice presidente Mike Pence, di cui viene immortalata la fuga con la famiglia e i collaboratori. I membri dell’accusa, usando una mappa dell’edificio del Congresso, hanno mostrato come gli assalitori in quel momento si trovassero solo a una trentina di metri da lui, mentre poco prima erano stati mostrati dei video in cui gli stessi rivoltosi, ancora fuori dal Campidoglio, urlavano "Impiccate Mike Pence" e "Portate fuori Pence".

 

Ma di certo uno dei video più incredibili è quello che mostra l’invasione degli uffici di Nancy Pelosi, la speaker della Camera: si vedono chiaramente diversi membri dello staff barricarsi dentro a un ufficio, mentre dall'esterno uno dei manifestanti ha provato ad abbattere la porta a spallate. L’accusa ha riportato la testimonianza di uno dei membri dello staff secondo cui alcuni assalitori si aggiravano negli uffici urlando: "Nancy… Dove sei Nancy?", non sapendo che la stessa Pelosi era stata portata in un luogo sicuro. Hanno rivelato inoltre che Richard Barnett, l’uomo diventato famoso per essersi seduto su una scrivania degli uffici di Pelosi, aveva con sé un taser. "Il 6 gennaio Donald Trump non condannò neppure una volta l'attacco al Congresso e i manifestanti. L'unica persona ad essere condannata? Mike Pence, il suo vicepresidente, che si stava nascondendo con la sua famiglia a Capitol Hill temendo per la sua vita, dopo essere stato accusato di non aver avuto il coraggio di cambiare i risultati delle elezioni", ha detto il deputato dem David Cicilline, uno degli ultimi a prendere la parola nella prima giornata dedicata alle istanze dell'accusa. L'udienza si è chiusa dopo quattro ore. Ne sono previste altrettante sempre per l'accusa nella giornata di giovedì, poi toccherà alla difesa.