Tony Rivoli stava lavorando agli ultimi dettagli del nuovo bar ristorante di sua proprietà nel New Jersey, negli Stati Uniti, quando si è accorto che il nipotino Chase, un bimbo di 6 anni affetto da autismo, amava starsene in un ambiente tranquillo e appartato del locale dove i suoi disturbi sembravano scomparire. Così, parlando anche con la madre del bimbo, è nata l'idea di creare nel locale una sala sensoriale per bambini autistici con lo scopo di farli mangiare con le loro famiglie in un ambiente rilassato e stimolante per loro.  La sala chiamata  non a caso “Chase’s friends zone” dovrebbe essere pronta per l’inizio di novembre e potrà ospitare circa 45 persone. Ogni suo aspetto, dall'illuminazione al menu, è progettato per rendere più facile mangiare fuori per i ragazzini con problemi sensoriali e le loro famiglie

Padre e figlia si sono affidati esperti per creare un ambiente il più possibile confortevole consapevoli che spesso le famiglie di ragazzini autistici preferiscono non uscire a cena fuori proprio per no creare disagi ai loro figli che in un ristorante affollato, con tanti suoni, odori e persone, non sono in grado di filtrare gli stimoli. "Parli con alcune famiglie e da anni non escono a mangiare", hanno spiegato i gestori del locale ricordano che anche andare in un supermercato per Chase è complicato e "ci vogliono 15 minuti buoni perché si adatti alle loro luci e suoni".

La sala terrà conto di tute queste cose, sarà caratterizzata da un'illuminazione rilassante, un angolo senza tavoli disegnato appositamente, un menu visivo su cui verrà rappresentato il cibo e iPad per i bambini con cui ordinare. Tutti gli addetti alla sala saranno preparati e avranno un certificato da un'organizzazione non profit specializzata nell'inclusione per le persone con autismo e inoltre il 20 percento dei proventi dei clienti della sala andrà in un fondo amministrato da un'organizzazione no profit che si occupa di aiutare le famiglie di bambini con bisogni speciali.