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La morte della Regina Elisabetta II
12 Settembre 2022
13:14

“Il regno di Carlo III sarà breve”: il giornalista inglese spiega quale sarà il futuro della Corona

L’intervista di Fanpage.it a Stephen Bates, ex corrispondente presso la famiglia reale inglese del quotidiano The Guardian, con cui collabora ancora oggi: “Il regno di re Carlo III sarà breve. Elisabetta ha lasciato in eredità stabilità e unità nazionale. Attenzione alle visioni del nuovo sovrano su ambiente e medicina naturale: potrebbero dividere l’opinione pubblica”.
A cura di Ida Artiaco
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La morte della Regina Elisabetta II

"La più grande eredità lasciata dalla Regina Elisabetta è la stabilità, oltre all'unità nazionale. Carlo III non regnerà a lungo, ma la figura di Camilla non sarà un ostacolo al suo rapporto con i sudditi".

A parlare a Fanpage.it è Stephen Bates, ex corrispondente presso la famiglia reale inglese del quotidiano The Guardian, con cui collabora ancora oggi, e scrittore di una serie di bestseller sulla monarchia inglese, che ci ha spiegato quali sono le sfide più grandi che il nuovo sovrano dovrà affrontare dopo i 70 anni di regno della madre.

Stephen Bates.
Stephen Bates.

Stephen, quale è l'eredità più grande che lascia la Regina Elisabetta?

"Penso che sia la stabilità, ma anche l'unità nazionale e rispetto per il suo dovere e il servizio al Paese. Non ha mai rinunciato a tutto questo nei suoi 70 anni di regno".

Secondo lei, come sarà il regno di Carlo III?

"Credo che sarà breve, perché ha quasi 74 anni e quindi non penso durerà per decadi. Credo anche che lui cercherà di comportasi come sua madre, a livello di serietà e stabilità. Lui è anche noto per avere visioni politiche, non a livello di partiti, ma a livello più generale su alcuni temi che potenzialmente potrebbero dividere l'opinione pubblica come l'ambiente, la medicina naturale e l'architettura, di cui non ha fatto parola nel suo primo discorso da sovrano di venerdì scorso ma tutti sanno che sono posizioni che lui abbraccia. Speriamo che non minino l'unità nazionale".

Quali sono le sfide più grandi che dovrà affrontare?

"Il Paese è a livello politico in un momento critico, di divisione, e per altro con un nuovo primo ministro che non ha molta esperienza.

Molti temi su cui c'è divisione sono ancora la Brexit insieme alla crisi economica causata dalla guerra di Putin in Ucraina.

Per lui e la monarchia sarà un periodo di profondi cambiamenti, non solo per quanto riguarda la Gran Bretagna ma anche per gli altri 50 Paesi in tutto il mondo che fanno parte del Commonwealth. Alcuni di questi, come Canada, Australia e Nuova Zelanda, vorrebbero dire addio alla Monarchia e diventare Repubbliche. Questo potrebbe essere qualcosa con cui il nuovo re dovrà confrontarsi. La monarchia potrebbe fermarli dal diventare repubbliche ma ci saranno cambiamenti nei rapporti".

La figura di Camilla potrebbe essere un ostacolo al sentiment dei sudditi nei confronti del nuovo Re?

"Non penso. Sono ormai sposati da più di 20 anni, Diana è morta 25 anni fa e penso che le persone qui accettino che sono una coppia felice e che lei lo abbia reso più felice. In Gran Bretagna la maggior parte dei cittadini ha genitori separati o sono loro stessi divorziati. Non è più vista come una questione sociale o anche religiosa".

William e Harry: secondo lei potrebbe esserci un riavvicinamento dopo la passeggiata insieme alle mogli a Windsor?

"È di certo la speranza della famiglia reale, anche se non sarà più facile quando i due fratelli saranno separati da circa 5mila miglia, Harry è in California con la sua vita e William sarà qui. Non si vedranno molto spesso. È stato un importante momento quello che hanno condiviso con le loro moglie a Windsor sabato. Ma tutto dipenderà da Harry: sta per uscire un suo libro. E li potrebbe esserci qualche rischio".

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