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La morte di Alexei Navalny

Il corpo di Alex Navalny non sarà consegnato ai familiari per due settimane

Il corpo dell’oppositore politico di Vladimir Putin, Alexey Navalny, non sarà restituito ai familiari prima di due settimane per “ulteriori accertamenti sulle cause della morte”. La moglie: “Avvelenato con il Novichok, io continuerò la sua opera”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Il corpo di Alexey Navalny sarà trattenuto per almeno due settimane, secondo quanto riferito dalle autorità russe ai familiari dell'oppositore di Vladimir Putin che si trovava in carcere dal 2021 e che è deceduto nella giornata di venerdì scorso. Secondo quanto reso noto, il cadavere del 47enne sarà trattenuto per "lo svolgimento di ulteriori analisi per stabilire le cause della morte".

Yulia Navalnaya, moglie dell'oppositore politico, ha dichiarato che le autorità russe stanno cercando di insabbiare le vere cause della morte e che stanno ripetutamente impedendo allo staff di Navalny di localizzare il corpo del dissidente per evitare che possano condurre indagini indipendenti o denunciare irregolarità.

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L'ombra del Novichok dietro la morte di Navalny

Secondo Navalnaya, dietro la morte dell'oppositore politico vi sarebbe un ordine di Vladimir Putin. Il suo corpo è ora nelle mani delle autorità russe alle quali sarebbe stato ordinato di non restituirlo ai familiari fino alla scomparsa totale delle tracce di avvelenamento con Novichok. 

Già nel 2020 Navalny era sopravvissuto a un tentato omicidio con lo stesso veleno. Il 47enne era infatti stato avvelenato durante un viaggio verso la Siberia. Anche in quel caso, dopo essere sopravvissuto per miracolo, aveva denunciato insieme ai suoi collaboratori l'uso del Novichok.

Secondo le fonti ufficiali, invece, Navalny sarebbe deceduto dopo una passeggiata. Tornato in cella, infatti, il 47enne avrebbe perso i sensi per non riprendersi più. Le autorità russe hanno detto alla madre dell'oppositore politico che il corpo sarebbe stato restituito solo dopo due settimane.

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La morte di Alexey Navalny e le reazioni dell'Occidente

Navalny è stato il leader più seguito tra i dissidenti del governo russo. L'oppositore politico era per questo uno dei più temuti da Putin negli ultimi 10 anni e stava scontando una condanna a 19 anni per frode, anche se le accuse nei suoi confronti sono sempre state mosse per motivi politici.

Anche l'Occidente ha attribuito la colpa del decesso del 47enne al presidente del Cremlino, Vladimir Putin. All'opinione pubblica si è unito anche il presidente Usa Joe Biden che ha affermato che il presidente russo è "responsabile di quanto accaduto, con o senza ordine diretto di avvelenare Navalny". Anche Josep Borrell, alto rappresentante Ue, ha definito la morte del leader politico un omicidio. Durante una conferenza stampa, ha affermato che il 47enne è stato "lentamente assassinato in una prigione russa dal regime di Putin".

Stati Uniti e Unione Europea starebbero valutando nuove sanzioni contro la Russia dopo la morte di Navalny. Il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, ha dichiarato di essere pronto a schierarsi dalla parte delle sanzioni e di aspettarsi una presa di posizione da parte della Gran Bretagna e il resto del G7.

Dmitry Peskov ha commentato quanto dichiarato dalla comunità internazionale, sostenendo che le affermazioni dei leader occidentali sulla morte di Navalny siano "arroganti" e "inaccettabili".

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