Il comizio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a Tulsa è stato un mezzo flop. Tribune vuote e molta meno gente del previsto. Il primo comizio post-lockdown, in vista delle elezioni presidenziali di novembre, è stato un fallimento anche grazie alla presa in giro organizzata da tanti adolescenti attraverso Tik Tok. A spiegare cosa è successo è il New York Times, secondo cui alcuni giovanissimi utenti di Tik Tok, insieme ai fan del K-pop, il pop coreano, dicono di essere in parte responsabili del flop. Eppure solo pochi giorni prima Brad Parscale, a capo della campagna elettorale di Trump, aveva parlato di un gran successo, rivendicando il fatto che erano arrivate ben un milione di richieste di biglietti gratis per partecipare all’evento. Evento che poi ha visto la partecipazione solo di una minima parte delle persone previste, considerando la capienza del palazzetto di circa 19.000 posti.

L'iniziativa parte dai fan del K-pop

Si attendeva un’affluenza così elevata da portare gli organizzatori a cancellare l’evento previsto all’esterno per timori di affollamenti difficilmente gestibili. Il flop è stato spiegato da Tim Murtaugh, portavoce della campagna di Trump, scaricando la colpa sui manifestanti che avrebbero impedito ai supporter di Trump di entrare all’evento. Anche se secondo i report presenti le proteste sono state blande e non ci sarebbe stato alcun impedimento. Allora entrano in gioco gli utenti di Tik Tok e i fan dei gruppi musicali del pop coreano, che spiegano di aver preso migliaia di biglietti per gioco. Uno scherzo iniziato l’11 giugno, dopo l’appello di Trump a registrarsi.

I video su Tik Tok e il troll a Trump

Parte tutto da qualche video su Tik Tok, in cui si invitava gli utenti a prenotare i biglietti per poi non presentarsi all’evento. I video hanno avuto una grande diffusione, tanto che la notizia era stata riportata già nei giorni precedenti dalla Cnn. Che, però, pronosticava un fallimento di questa iniziativa, ipotizzando un palazzetto comunque pieno. Ma alla fine non è andata così. Dopo la diffusione dei primi video moltissimi giovani hanno iniziato a prenotare i biglietti, condividendo altri filmati in cui dicevano, scherzando, che non sarebbero più potuti andare dopo aver preso il ticket. Non solo: per non farsi scoprire dagli organizzatori, gli adolescenti hanno cancellato subito, nel giro di un paio di giorni, i video. E così nessuno ha scoperto l’inganno e il comizio è andato per metà deserto.