Idomeni, siriani si danno fuoco per protesta: “Meglio morire che tornare indietro”

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I due profughi siriani sono stati ricoverati e le loro condizioni non sarebbero gravi.
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Due migranti si sono dati fuoco in segno di protesta al grido "meglio morire che tornare indietro". E' accaduto ieri nel campo di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove due uomini presumibilmente di origine siriana hanno compiuto il gesto disperato per poi essere soccorsi e ricoverati in ospedale, dove a quanto pare non sarebbero in pericolo di vita. L'episodio – ha reso noto la polizia – si è verificato durante una manifestazione di protesta nell'accampamento che da settimane ospita oltre 12mila persone, costrette a vivere nel fango e al freddo dopo la chiusura da parte della Macedonia della rotta balcanica.

Nel frattempo l'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati ha annunciato di aver sospeso alcune attività presso gli ‘hotpost' per migranti e rifugiati in Grecia, visto che in seguito all'accordo tra Unione Europea e Turchia sono diventati luoghi di detenzione. "L'Unhcr ha finora sostenuto le autorità negli hotspot sulle isole greche, in cui i profughi e i migranti vengono ricevuti, assistiti e registrati – ha detto l'agenzia Onu in un comunicato – ma alla luce delle nuove disposizioni, questi siti sono ormai diventati strutture di detenzione. Di conseguenza, e nel rispetto della nostra politica che si oppone alla detenzione obbligatoria, abbiamo sospeso alcune delle nostre attività in tutti i centri chiusi sulle isole greche". In particolare, le Nazioni Unite hanno optato per la sospensione del trasporto dei migranti in questi centri, continuando invece a garantire servizi di informazione e "sorveglianza" per garantire il rispetto dei diritti dei migranti. L'Unicef inoltre critica l'accordo Ue-Ankara sostenendo che non affronta i bisogni umanitari dei bambini rifugiati, che sono circa 19mila in Grecia. Nel 10% dei casi si tratti di bambini non accompagnati, ha spiegato la portavoce Sarah Crowe.  Secondo gli ultimi dati dell'Oim – Organizzazione Internazionale delle Migrazioni – il numero di arrivi di profughi via mare in Europa è salito a 160.547 dall'inizio del 2016, di cui 147.437 in Grecia. Le vittime accertate sono 488.

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