I senzatetto in Europa, sempre più giovani colpiti dalla disoccupazione
Il problema dei senzatetto, complice sopratutto la grave crisi economica che ha colpito il Vecchio Continente, negli ultimi anni in Europa è diventato ancora più acuto caratterizzandosi come una vera e propria emergenza sociale. È quanto emerge da uno studio della fondazione Rodolfo Debenedetti sui senza fissa dimora nelle principali città europee che verrà presentato integralmente venerdì prossimo a Roma. Dai risultati della ricerca anticipati sul quotidiano Repubblica da Tito Boeri, professore all'Università Bocconi di Milano nonché collaboratore della stessa fondazione, emergono infatti numeri preoccupanti. Durante il lungo periodo di recessione economica che ha colpito il Continente i senzatetto in Europa sono aumentati in media del 45%, colpendo sia i Paesi più a rischio come l'Italia, dove sono triplicati, sia quelli considerati meno a rischio come la Germania.
La situazione dei senzatetto in Europa
Ovviamente, come sottolinea lo studio coordinato da Michela Braga dell'Università Bocconi, anche la composizione dei senzatetto è diversa da Paese a Paese. Una differenza che viaggia sia lungo l'asse Nord Sud dell'Europa sia su quello Est Ovest. Nelle nazioni del nord Europa, infatti, tra i senza fisa dimora troviamo molto spesso immigrati da altri Paesi privi del sostegno di una famiglia e di un nucleo sociale ben definito, mentre al sud del Continente tra i senzatetto troviamo molto spesso popolazione autoctona. In particolare il fenomeno riguarda sempre più spesso i giovani che sono stati pesantemente colpiti dalla piaga della disoccupazione giovanile. Anche nell'Est dell'Europa i senzatetto sono soprattutto locali, ma in questo caso sempre più spesso si tratta di emigrati di ritorno che avevano cercato fortuna altrove ma la mancanza di lavoro li ha spinti a tornare a casa più poveri di prima.
L'impegno dei governi per lavoro e casa
I motivi principali del vivere in strada sono per tutti il lavoro e la rottura del nucleo famigliare. Due elementi fortemente connessi tra loro visto che spesso è proprio lo stress legato alla perdita del lavoro a deteriorare le relazioni affettive. In poco tempo così si perde casa e lavoro e si finisce in strada a dormire in rifugi improvvisati. Una condizione che in alcune città come Roma e Milano può durare a lungo, in media dai tre ai sei anni. Una situazione che però non è immutabile e anzi, come dimostrano alcune politiche di prevenzione e di aiuto in Finlandia e in Germania, è stata ridotta in alcun casi drasticamente con l'impegno dei governi. Un impegno però che non sempre viene messo in atto e che con la crisi dell'Eurozona spesso è quasi scomparso con un nuovo peggioramento della situazione.