Guerra in Libia, Gheddafi accusa: Assassini, mi avete messo con le spalle al muro

Il leader libico, Mu’ammar Gheddafi, torna a farsi vivo con un comunicato audio trasmesso dalla televisione libica nella notte di mercoledì. Il messaggio del colonnello questa volta è ben diverso dalla sua ultima apparizione in tv a fianco del presidente della Federazione Internazionale di scacchi Kirsan Ilyumzhinov.
“Io sono con le spalle al muro ma non temo la morte” sono state le parole vendicative del leader libico. Questa volta sembrano le parole di un animale ferito che cerca vendetta, ma che sa in cuor suo di non avere scampo. “Voi potete fare marcia indietro”, la sua voce è sembrata quasi un appello alla coalizione NATO che bombarda incessantemente le zone sotto il suo controllo da tre mesi.
I bombardamenti sulla capitale e i suoi dintorni sono al centro di tutto il discorso di Gheddafi che, con un sottofondo di immagini di macerie e foto di bimbi morti, ha accusato la NATO di bombardamenti indiscriminati, “assassini! Un giorno vi risponderemo allo stesso modo e le vostre case diventeranno bersagli legittimi" sono state le sue parole.
Gheddafi, insomma, torna a rialzare la testa e a farsi sentire, addossando alla NATO la responsabilità degli eventi libici, annunciando che “non ci saranno più accordi fra di noi dopo che avete ucciso i nostri bambini e i nostri nipoti", non mancando di minacciare l’Europa e l’America, “la battaglia con l’Occidente crociato proseguirà fino all’aldilà”.
Intanto all’interno dell’Alleanza un secco rifiuto alle parole del nostro Ministro degli esteri, Franco Frattini, che nelle ore precedenti al messaggio di Gheddafi, aveva proposto uno stop umanitario delle ostilità, con la creazione di corridoi umanitari per portare aiuti alle popolazioni civili colpite. Dal comando generale della NATO anzi è arrivato l’annuncio di un intensificazione dei raid aerei per cercare di stanare le truppe di Gheddafi e mettere fine il prima possibile al suo regime.
A quattro mesi dall’inizio della rivolta, i ribelli, infatti, ancora non sono riusciti nel loro intento e stanno facendo solo piccoli passi avanti verso la capitale Tripoli. Il Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt) ha promesso comunque che si batterà "fino alla vittoria" anche se la NATO dovesse interrompere le sue operazioni, sottolineando con le parole del suo portavoce, Mahmoud Chamame, che combatteranno “con i denti, fino alla liberazione della nazione". Intanto i ribelli hanno incassato un altro risultato positivo dal punto di vista diplomatico dopo il riconoscimento del loro ruolo di interlocutori anche da parte della Cina, evento che ha ulteriormente isolato Gheddafi.