video suggerito
video suggerito
Guerra tra Iran, Usa e Israele

Guerra in Iran, le notizie di oggi: negoziati in stallo, Trump annulla il viaggio in Pakistan di Witkoff e Kushner

Gli aggiornamenti sulla guerra in Iran. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annullato in extremis la visita a Islamabad dei suoi inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner, infliggendo un duro colpo alle speranze di pace.
A cura di Davide Falcioni
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Le speranze di una imminente svolta diplomatica della guerra in Iran si sono affievolite ieri, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annullato in extremis la visita a Islamabad dei suoi inviati, Steve Witkoff e Jared Kushner, infliggendo un duro colpo alle prospettive di pace. A seguito della decisione della Casa Bianca nelle ultime ore il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha lasciato il Pakistan: lì, avrebbe voluto presentare ai mediatori un possibile quadro di riferimento per porre fine al conflitto. Trump, infatti, ha fatto sapere che Washington aveva già ricevuto la nuova proposta di pace di Teheran, ma che questa era già stata respinta.

Steve Witkoff, inviato speciale del presidente USA, e Jared Kushner, genero di Trump, avrebbero dovuto recarsi in Pakistan ieri insieme ai principali collaboratori del vicepresidente JD Vance, che aveva partecipato a colloqui di Islamabad all'inizio di questo mese: il team negoziale tuttavia sarebbe stato fermato poco prima della partenza direttamente dalla Casa Bianca.

Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi con il capo mediatore pakistano Asim Munir
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi con il capo mediatore pakistano Asim Munir

Ma come mai le trattative tra Stati Uniti e Iran – mediate dal Pakistan – stanno vivendo una fase di stallo? Stando a quanto riferisce il New York Times, gli americani non sono riusciti a convincere Teheran a consegnare le sue scorte di uranio arricchito e a ridimensionare il suo programma nucleare. Le due parti sono inoltre in disaccordo sul controllo dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita normalmente un quinto delle forniture mondiali di petrolio: ricordiamo che prima dell'attacco USA all'Iran del 28 febbraio lo stretto era liberamente transitabile.

Quando ieri gli è stato chiesto cosa fosse cambiato per indurlo ad annullare il viaggio, Donald Trump ha spiegato ai giornalisti che l'Iran aveva presentato agli Stati Uniti un "documento che avrebbe dovuto essere migliore", presumibilmente riferendosi a una proposta di pace. Dopo aver annullato il viaggio che i suoi inviati avrebbero dovuto compiere, il presidente ha affermato che l'Iran aveva fatto una nuova offerta "molto migliore", ma ancora al di sotto delle richieste statunitensi. "Hanno offerto molto, ma non abbastanza", ha detto Trump, senza fornire dettagli.

Il presidente si è anche lamentato del fatto che i funzionari iraniani incaricati di parlare con i suoi rappresentanti non fossero di rango sufficientemente elevato. "Non abbiamo intenzione di viaggiare per 15 o 16 ore per un incontro con persone di cui nessuno ha mai sentito parlare", ha detto, aggiungendo: "Non stavano incontrando il leader del Paese. Stavano incontrando altre persone. E io ho detto: ‘Non lo faremo'. Troppi spostamenti, troppo tempo, troppo costoso. Sono una persona molto attenta ai costi".

Molto diversa la posizione dell'Iran. Ieri, dopo aver lasciato Islamabad, il ministro degli esteri Araghchi ha spiegato  di aver condiviso con i funzionari pakistani la posizione di Teheran su un "quadro praticabile per porre fine in modo permanente alla guerra", senza tuttavia fornire dettagli sulla proposta. "Devo ancora vedere se gli Stati Uniti prendono davvero sul serio la diplomazia", ​​ha aggiunto.

A quanto pare, però, in una telefonata con il primo ministro pakistano avvenuta ieri, il presidente iraniano ha dichiarato che Teheran non riprenderà i negoziati di pace finché gli Stati Uniti manterranno il blocco delle navi in ​​entrata e in uscita dai porti iraniani. Masoud Pezeshkian avrebbe comunicato al leader pakistano che l'Iran non avrebbe avviato negoziati "sotto pressione, minacce e blocco". Il presidente iraniano avrebbe aggiunto che il blocco statunitense aveva seminato sfiducia tra i leader iraniani e contraddiceva la dichiarata disponibilità dell'amministrazione Trump a impegnarsi diplomaticamente.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views