Grecia, via 25mila dipendenti pubblici entro l’anno. Scontri ad Atene

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insegnanti e agenti di polizia municipale verranno licenziati, messi in cassa integrazione o trasferiti ad altre funzioni nel rispetto delle richieste della troika.
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Entro la fine dell'anno 25mila dipendenti pubblici greci – in particolar modo agenti si polizia municipale e insegnanti – verranno spostati ad altre funzioni nell'ambito di una legge approvata in via definitiva ieri dal parlamento, che mira a "ottimizzare" i costi della pubblica amministrazione ma, in realtà, rientra nel pacchetto di "richieste" formulate dalla troika in cambio di aiuti economici per 7 miliardi di euro. La legge, che prevede licenziamenti, cassa integrazioni e trasferimenti, è stata approvata con il voto favorevole del governo (formato da centrodestra e centrosinistra) e contrario di Synistra, il partito della sinistra radicale. La votazione è avvenuta mentre migliaia di cittadini manifestavano fuori dal parlamento e a poche ore dall'arrivo ad Atene del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, principale sostenitore della necessità delle misure di austerity imposte alla Grecia negli ultimi anni.

Per Antonis Samaras, primo ministro greco, il voto rappresentava un importante test dopo la fuoriuscita dal governo di uno dei tre partiti che lo sostenevano a causa della chiusura della tv di stato decisa a giugno. Il premier ha tentato di calmare le proteste annunciando un taglio delle tasse, ad esempio la riduzione dell'iva nei ristoranti dal 23 al 13%. I cittadini, tuttavia, sono ormai allo stremo, con la disoccupazione che viaggia al 27% e che è destinata ad aumentare di nuovo.

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