Grecia, riaprono le banche. Merkel: “Sì a possibili interventi sul debito”

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La cancelliera tedesca è contraria a un taglio del debito pubblico greco ma apre alla possibilità di dilatare i tempi per i pagamenti e ridurre i tassi di interesse.
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Dopo le dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale anche la cancelliera tedesca Angela Merkel apre alla possibilità di un intervento sul debito pubblico greco e alla riduzione dei tassi di interesse che pesano su Atene. Berlino rimane tuttavia convinta che vada totalmente esclusa l'opzione di un taglio del debiti, che "non può avvenire all'interno dell'unione monetaria" , ha spiegato la Cancelliera precisando che "dopo che sarà stata completata con successo la prima valutazione del programma da negoziare si potrà pensare ad interventi come tassi d'interesse più favorevoli, dilazioni nei pagamenti e altre misure di sollievo".

Nel frattempo, dopo due settimane con le saracinesche abbassate, questa mattina riaprono le banche greche. Gli istituti di credito, pur con seri limiti nella possibilità di ritirare contanti, torneranno a funzionare regolarmente ma potranno elargire non più di 420 euro a settimana per ogni correntista, ovvero 60 euro al giorno: una misura, a dire il vero, già adottata nelle ultime settimane che secondo alcuni calcoli è costata al paese 3 miliardi di euro. La riapertura delle banche segna tuttavia un graduale ritorno alla normalità in quanto si potrà pagare con gli assegni e avere accesso alle cassette di sicurezza. Rimangono bloccati invece i bonifici internazionali. Sempre oggi arriveranno nelle casse greche i 7 miliardi del prestito ponte che permetterà di evitare il temuto default, in quanto garantisce il rimborso di circa 4,2 miliardi alla Banca centrale europea, in scadenza domani, e di 2 miliardi dovuti al Fondo Monetario Internazionale e non ancora rimborsata.

Nel frattempo , dopo il rimpasto di governo, prosegue il confronto all'interno di Syriza, la coalizione di sinistra radicale che guida il paese. In un'intervista rilasciata al fatto Quotidiano l'ex ministro dell'economia Varoufakis ha dimostrato come le voci su una eventuale scissione nel partito siano del tutto infondate: "Tsipras non si è voluto sbarazzare di me. Si è reso conto di avere una pistola puntata e poteva scegliere se essere giustiziato o arrendersi. Ha deciso che la seconda possibilità era la strategia migliore. Ero in disaccordo e mi sono dimesso. Ma capisco in che difficile situazione si trovasse, per questo siamo uniti". E ancora: "Nessuno crede in questo accordo. So che Tsipras non crede in questo programma imposto al governo. Un programma che lo stesso premier ha descritto come catastrofico. È un giorno triste quello in cui un governo democraticamente eletto viene messo davanti alla possibilità di non vedere mai più riaprire le banche se non accettando delle riforme fiscali che non hanno alcun senso".

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