Grecia, sì a misure contro la crisi umanitaria: elettricità gratis e case ai poveri

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Da parte dell’Unione Europea arriva un monito: “Atene non deve prendere misure unilaterali ma consultarsi con Ue, Bce ed Fmi perché abbiamo bisogno di vedere l’impatto sul bilancio”. Tsipras però tira dritto: “Non prendiamo ordini dai tecnici”.

UPDATE – Il Parlamento greco ha approvato ieri la prima tranche di misure contro la crisi umanitaria in atto da anni nel paese. Il provvedimento, proposto da Syriza in campagna elettorale, intende ripristinare l'elettricità alle famiglie che non possono pagare le bollette fornendo 300 KW/ora di energia gratuita fino alla fine dell'anno. Circa 30mila persone riceveranno anche assistenza abitativa con un contributo variabile dai 70 ai 220 euro al mese, mentre 300mila persone otterranno aiuti alimentari. La legge è stata votata da Syriza e Greci Indipendenti, ma ha ottenuto anche il sostegno di Nuova Democrazia e Pasok.

Prosegue il braccio di ferro tra il governo greco e l'Unione Europea. A quasi due mesi dalla sua elezione alla guida del paese che più di tutti ha pagato il prezzo della crisi economica e delle misure di rigore Alexis Tsipras ha reso noto che il suo esecutivo non intende "prendere ordini dai tecnici". "Non ci spaventeranno con le loro minacce", ha detto il primo ministro riferendosi alla troika e destando nuove preoccupazioni nei funzionari di Bruxelles. Il commissario agli affari economici Pierre Moscovici ha infatti replicato: "La Commissione non è contraria a misure umanitarie per sostenere i greci", ma il punto è che Atene "non deve prendere misure unilaterali ma consultarsi con Ue, Bce ed Fmi perché abbiamo bisogno di vedere l'impatto sul bilancio". La Ue "vuole che la Grecia resti nella zona euro, un'uscita provocherebbe danni più che seri soprattutto dal punto di vista politico". Per Moscovici occorre trovare "condizioni accettabili per tutti", ma "gli impegni presi con l'Eurogruppo vanno rispettati".

Da Atene tuttavia il governo sembra voler tirare dritto e dare la priorità all'approvazione di misure che contrastino le drammatiche condizioni di un'ampia fetta della popolazione. Nelle prossime ore il Parlamento potrebbe procedere con il voto sul decreto contro l'emergenza umanitaria, misura-chiave del primo decreto del governo Tsipras, malgrado lo stop fatto giungere dalla commissione Ue durante una conference call dai toni accesissimi effettuata ieri.

Secondo l'emittente Channel 4 Bruxelles avrebbe bocciato il pacchetto di misure urgenti predisposto da Tsipras, fra cui elettricità gratuita e sovvenzioni per le abitazioni per gli indigenti, e un'altra misura per accelerare gli arretrati al fisco. Secondo Daclan Costello, alto funzionario del direttorato per gli Affari economici della Commissione Ue, la troika dovrebbe "chiedere con forza che vi siano prima le dovute consultazioni, inclusa la coerenza con gli sforzi di riforma. Vi sono diversi problemi da discutere e dobbiamo farlo nell'ambio di un pacchetto coerente e completo". La replica della Grecia è apparsa come una sfida. Il governo, infatti, non solo ha ignorato la bocciatura ma ha messo in votazione il decreto, con procedura urgente, già per la giornata di oggi.

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