Germania: sì alla prof col velo islamico in aula. “Proibirlo è anticostituzionale”

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La decisione è dell’alta corte di Karlsruhe. Il simbolo religioso sarà proibito solo in caso di “pericolo sufficientemente concreto” per la pace della scuola o per la neutralità statale.

In Germania non sarà più proibito indossare il velo islamico a scuola. La Corte costituzionale tedesca ha infatti deciso che alle insegnanti non potrà essere impedito di portarlo negli istituti pubblici. Secondo una sentenza dell'Alta corte di Karlsruhe, il provvedimento che vieta in classe il  particolare capo di abbigliamento femminile dell’universo musulmano è anticostituzionale. La decisione ribalta l'impostazione assunta con un precedente giudizio del 2003 e costringe alcuni Laender a rivedere le prescrizioni su quello che da alcuni, in Occidente, è considerato come il simbolo della sottomissione della donna nel mondo islamico. L’Alta corte di Karlsruhe ha optato per una strada opposta rispetto al legislatore francese, che infatti proibisce di ostentare qualsiasi simbolo religioso nei luoghi pubblici, i giudici costituzionali tedeschi hanno comunque lasciato la possibilità di valutare i singoli casi. Bandirlo potrebbe essere giustificato, infatti, nel caso in cui vi fosse un "pericolo sufficientemente concreto" per la pace della scuola o per la neutralità statale.

La Germania "apre" al velo a scuola, le reazioni

La decisione dei supremi giudici è stata salutata con gioia dal Consiglio centrale dei musulmani tedeschi. In Germania la discussione sulla questione del velo è resa problematica dal fatto che l’insegnamento è competenza dei diversi Stati: in alcuni è proibito per le insegnanti (per esempio in Baviera, Baden-Wuerttemberg, Assia), mentre in altri sono proscritti tutti i simboli di appartenenza religiosa per chi ricopre una funzione pubblica (a Berlino). E’ probabile che il movimento anti-islamico di Pegida, che ogni lunedì scende in piazza a Dresda per manifestare contro “l’islamizzazione dell'Occidente” invocando le ragioni di un "patriottismo europeo", attui una protesta in questi giorni. Ma la sentenza è stata accolta positivamente anche dalla conferenza episcopale cattolica che ha definito il giudizio “un segnale per la libertà di fede”.

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