Francia, il proprietario del market kosher assaltato: “Me ne andrò in Israele”
"In Israele ci sentiremmo più sicuri", è questo il pensiero più diffuso tra i membri della comunità ebraica parigina dopo il terribile assalto al supermercato kosher di Parigi ad opera del terrorista islamico Amedy Coulibaly poi ucciso nel blitz delle forze speciali della polizia. La pensa così anche Patrice Walid, il proprietario del negozio assaltato che è rimasto ferito durante il sequestro, e per questo sta ora pensando di emigrare in Israele come già hanno fatto otre 7mila ebrei francesi nell'anno appena trascorso. Lo ha confermato il fratello dell'uomo al quotidiano tedesco Bild, spiegando: "Le parole che mi ha detto subito sono state: sono sopravvissuto per miracolo, voglio lasciare questo Paese e trasferirmi". Del resto le parole dell'attentatore nelle ore di terrore all'interno del market sono difficili da dimenticare. "L’assassino ripeteva: voi ebrei oggi morirete tutti" ha raccontato infatti il proprietario del negozio kosher che ora pare sia intenzionato ad accogliere l'invito del Premier israeliano.
L'invito di Netanyahu
Netanyahu infatti dopo aver partecipato alla storica marcia di Parigi in onore delle vittime degli attentati, ha voluto visitare proprio il supermercato dove sono stati uccisi quattro clienti ebrei, ricordando ai presenti che lo attendevano che Israele per loro ha sempre le porte aperte. "Ricordatevi che Israele non è soltanto il luogo dove tornate per pregare, è la vostra casa" ha dichiarato infatti Netanyahu. Un invito che non è piaciuto né al Presidente Hollande né al primo ministro francese Manuel Valls, anche perché significa ritenere la Francia un Paese non sicuro e le misure di sicurezza messe in piedi da Parigini non efficaci.