Frana su un campeggio in Nuova Zelanda, vittime e bambini tra i dispersi: “Persone correvano e urlavano”

Una violenta frana ha travolto nella notte il campeggio Beachside a Mount Maunganui, nel nord della Nuova Zelanda, causando la morte di almeno due persone e seppellendo sotto fango e detriti diverse altre, tra cui "molti bambini", come confermato dal comandante della polizia regionale, Tim Anderson. Le squadre di emergenza continuano a scavare senza sosta per cercare eventuali superstiti.
Il disastro è avvenuto durante una violenta ondata di maltempo che sta colpendo vaste zone dell’Isola del Nord, con piogge torrenziali e inondazioni record. Secondo il ministro per le emergenze, Mark Mitchell, alcune zone della costa orientale sembrano “una zona di guerra”: elicotteri sono stati schierati per salvare famiglie isolate sui tetti e stati di emergenza locali sono stati dichiarati in cinque regioni del Northland e dell’East Cape.
La tragedia di Mount Maunganui si inserisce in un contesto di frane e allagamenti più ampio. Nelle prime ore della mattina, infatti, una prima colata di fango aveva colpito una casa a Welcome Bay, sempre nell’Isola del Nord. Due persone sono riuscite a mettersi in salvo, mentre i corpi di altre due, rimaste intrappolate nell’abitazione, sono stati recuperati diverse ore dopo, ha dichiarato il ministro Mitchell.
Al Beachside Holiday Park, invece, la frana ha travolto tende, camper, roulotte e un edificio adibito a servizi, distruggendo tutto ciò che si trovava sul suo percorso. “C’era un blocco docce e una struttura combinata con docce e cucina, e alcune persone si trovavano lì nel momento in cui la frana ha travolto l’area. Sono tra coloro che stiamo cercando con il massimo impegno di recuperare”, ha spiegato Mitchell all’emittente australiana ABC.
Il sovrintendente Anderson ha precisato che il numero delle persone disperse è limitato, “a una cifra”, ma non è stato possibile confermare quante fossero effettivamente all’interno del campeggio al momento della frana.
Il comandante di Fire and Emergency New Zealand, William Pike, ha raccontato che subito dopo la frana alcune voci erano state percepite tra le macerie. “Alcuni cittadini hanno tentato di avvicinarsi e hanno sentito richieste di aiuto. Anche la prima squadra dei vigili del fuoco le ha percepite, ma per il rischio di ulteriori smottamenti abbiamo dovuto evacuare l’area”, ha spiegato.
Testimoni oculari descrivono scene di panico e terrore. Alister McHardy, un pescatore nelle vicinanze, ha detto di aver sentito “un rombo di tuoni e lo schianto degli alberi” prima di vedere “l’intera collina cedere. C’erano persone che correvano e urlavano e altre venivano travolte”, riporta la BBC. Anche il turista australiano Sonny Worrall, che si trovava in una piscina termale all’interno del campeggio, ha raccontato: “Mi sono girato e ho visto un’enorme massa di terra scendere verso di me. Ho dovuto saltare fuori dal mio posto e correre più veloce che potevo. È stata la cosa più spaventosa che abbia mai vissuto in tutta la mia vita”. Guardando indietro, ha visto le macerie trascinare una roulotte con sé.
Dopo il disastro, il campeggio è stato chiuso e alcune persone inizialmente date per disperse sono risultate aver lasciato la struttura senza avvisare le autorità, ha precisato il sindaco Mahe Drysdale. Il primo ministro Christopher Luxon ha invitato la popolazione a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità: “Il maltempo estremo continua a creare condizioni pericolose in tutta l’Isola del Nord. In questo momento il governo sta facendo tutto il possibile per sostenere le persone coinvolte”.
Intanto la Farnesina sui proprio canali social fa sapere di stare seguendo "con la massima attenzione gli sviluppi della frana" anche e soprattutto per capire se vi sono italiani coinvolti.