Elezioni in Svezia, il centrosinistra è avanti di tre seggi: l’ultradestra cala, è la prima volta dal 2010

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Sarà una sfida all’ultimo voto alle elezioni in Svezia. Con il 95% delle schede scrutinate, secondo le ultime proiezioni, il centrosinistra guidato da Magdalena Andersson è avanti sul centrodestra 176 a 173. I Democratici svedesi dell’ultradestra arretrano per la prima volta dal 2010. Il risultato resta però incerto.

Sarà una sfida all'ultimo voto quella delle elezioni in Svezia. Con lo scrutinio preliminare arrivato al 95% dei voti, in attesa che si contino anche quelli restanti (in gran parte provenienti dall'estero), il vantaggio della coalizione di opposizione, di centrosinistra, è ora di tre seggi sul centrodestra. Secondo le proiezioni ufficiali, il blocco guidato dai Socialdemocratici otterrebbe 176 seggi in parlamento, mentre quello avversario 173. Nel frattempo i Democratici svedesi, il partito dell'ultradestra, perdono terreno.

Con questi numeri, il Paese resta col fiato sospeso. Nessuno dei candidati in lizza infatti si è finora proclamato vincitore o ha riconosciuto la sconfitta. I risultati definitivi, dovrebbero essere annunciati non prima di mercoledì, una volta contati anche i voti espressi in anticipo e quelli espressi all'estero.

In caso di conferma dei risultati, l'alleanza di centrosinistra si assicurerebbe la maggioranza assoluta con un margine di pochi scranni e non poche difficoltà a mantenere gli equilibri nella coalizione. I Socialdemocratici, sotto la leadership di Magdalena Andersson, si riconfermano il partito più grande in parlamento con il 28,1%, anche se perdono oltre due punti rispetto al risultato del 2022. Al secondo posto ci sono i moderati di centrodestra guidati dal primo ministro uscente Ulf Kristersson, con il 19,9%.

La destra nazionalista dei Democratici svedesi (Sd) è la terza forza con il 17,5%. Se l'esito fosse confermato, rappresenterebbe una perdita del 3% per il partito guidato da Jimmie Akesson e la prima vera battuta d'arresto per una forza che, da quando è entrata in Parlamento nel 2010, ha continuato a crescere a ogni tornata elettorale. I Democratici si ritroverebbero con ben 11 seggi in meno rispetto ad oggi, il calo più grande per una forza politica.

Il Partito della Sinistra ottiene invece un risultato dell'8,2%, in crescita dell'1,5%. Seguono il Partito di Centro al 7,1% e i Cristiano democratici al 6,2%. Chiudono la lista i Verdi al 6,1% e i Liberali al 5,4%. Tutti questi schieramenti sono in crescita rispetto a quattro anni fa.

Ieri, dopo la pubblicazione dei primi exit poll, i media svedesi davano a Andersson un netto vantaggio, che aveva fatto esultare i socialdemocratici. Alla diffusione dei risultati, i suoi sostenitori hanno iniziato ad abbracciarsi sorridenti, ma nel corso dello scrutinio il divario si è considerevolmente assottigliato.

Al momento la distanza è così ridotta che non è chiaro quale coalizione potrà guidare il Paese. La leader dei socialdemocratici svedesi si è detta "pronta" a governare ma senza un vincitore certo, è probabile che seguiranno delle lunghe trattative. Anche perché il Partito di Centro ha chiarito, in passato, di non essere intenzionato a sostenere un governo che avesse esponenti della Sinistra; e, viceversa, la Sinistra ha detto che non voterà la fiducia a un esecutivo in cui non abbia dei propri rappresentanti.

A 59 anni, Andersson sogna di tornare alla guida dell'esecutivo da quando ha lasciato il potere nel 2022, per lasciare il posto all'alleanza tra destra ed estrema destra. "Per il momento siamo in testa. E se questo risultato sarà confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo", ha dichiarato ai suoi sostenitori riuniti nel cuore della notte a Stoccolma.

Nonostante il netto arretramento dell'estrema destra, partner di governo, l'attuale primo ministro Ulf Kristersson, sembra ben deciso a resistere. "La questione di quale governo guiderà la Svezia negli anni a venire rimane aperta", ha dichiarato.

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