Un tribunale del Cairo ha condannato una celebre danzatrice del ventre a tre anni di carcere per incitazione all'immoralità e alla dissolutezza, aggiungendo alla condanna altri 3 anni di sorveglianza da parte della polizia e una multa da 300.000 lire egiziane, più di 16.000 euro. La sua colpa? Aver pubblicato foto e video sui social in pose ritenute provocanti. La ballerina condannata è Sama El Masry, di 42 anni. La condanna è arrivata lo scorso sabato 27 giugno. El Masry ha subito annunciato il ricorso in appello.

Come ricorda l'agenzia Mena, l'accusa nei confronti della danzatrice era di aver pubblicato foto e video immorali sui social network, in contrasto con i "valori morali" egiziani. La Procura l'aveva accusata di "atti osceni in pubblico", "incitamento alla prostituzione" e "violazione dei valori familiari della società egiziana". L'arresto di Sama El Masry risale al 23 aprile scorso,  e la sua detenzione era stata prolungata diverse volte, col protrarsi dell'inchiesta. Alla danzatrice erano stati sequestrati tre telefoni cellulari e un pc portatile, dopo che la Procura aveva ricevuto "numerose denunce" sul contenuto che la danzatrice aveva pubblicato sui suoi social network, in particolare su Tik Tok. Lei si era difesa dicendo che le immagini era state riprese dal suo cellulare, rubato nel 2019, e pubblicate a sua insaputa.

"C'è una gran differenza tra libertà e dissolutezza", ha dichiarato – citato dal quotidiano Al Ahram – John Talaat, un parlamentare che aveva chiesto la condanna di El Masry, aggiungendo che lei ed altre influencer sui social media stanno "distruggendo i valori della famiglia e le tradizioni, un'attività vietata dalla legge e dalla costituzione". Quello di Sama El Masry non è infatti un caso isolato. Negli ultimi mesi le autorità egiziane hanno arrestato diversi artisti e influencer con l'accusa di "aver attaccato la morale pubblica". Tra le donne accusate di incitazione all’immoralità anche l’attrice Rania Youssef, sommersa di critiche per un abito indossato per il Cairo Film Festival del 2018. In quello stesso anno l'Egitto si è dotato di una legge che dà al governo l'autorità di censurare contenuti su internet e sorvegliare le comunicazioni elettroniche. Diverse anche le influencer su Tik Tok e Instagram e YouTubers arrestate con le stesse accuse.