Dopo Vanessa e Greta, ecco chi sono gli italiani ancora prigionieri nel mondo
A parte le polemiche, la liberazione di Greta e Vanessa, le due cooperanti italiane rapite in Siria, ha fatto tornare d’attualità il tema degli italiani nel mondo sequestrati da parte di organizzazioni criminali o terroristiche all’estero. Innanzitutto c’è Padre dell’Oglio, scomparso il 29 luglio del 2013 sempre in Siria (sarebbe “vivo e detenuto in un carcere dello Stato islamico “ (Is) nella provincia di Aleppo, secondo il presidente dell’Osservatorio siriano per i Diritti umani, Rami Abdel Rahaman, interpellato a dicembre in merito alle sorti del gesuita). L’altro è Giovanni Lo Porto, ha 39 anni ed è palermitano. Di lui non si hanno più notizie esattamente da 3 anni, dopo la sua scomparsa il 19 gennaio del 2012 mentre si trovava in un’area tribale al confine tra Pakistan e Afghanistan. Era arrivato a Multan, una città di un milione e cinquecento mila abitanti del Punjab, da tre giorni, quando fu rapito insieme ad un collega tedesco, Bernd Muehlenbec, come tedesca è l’organizzazione non governativa, "Wel Hunger Hilfe", per la quale lavorava, nell'ambito di un progetto finanziato dall'Ue per sostenere la popolazione del Pakistan sconvolta da un violento terremoto a cui era seguita un'alluvione.
Che fine ha fatto Giovanni Lo Porto
A dare speranza per il ritrovamento di Lo Porto, lo scorso anno, è stato il rilascio del collega tedesco, grazie all’intervento delle teste di cuoio teutoniche. Muehlenbec raccontò poi che erano stati separati da oltre un anno. I familiari di Giovani hanno sempre scelto la linea del silenzio, incoraggiata tra l'altro dall'Unità di crisi della Farnesina. Durante la sua informativa in Parlamento della settimana scorsa sulla liberazione delle due ragazze, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha confermato che il governo è impegnato a lavorare per riportare in Italia sia padre Dall’Oglio sia Lo Porto, ricordando che si tratta di “due vicende alle quali lavoriamo con discrezione giorno per giorno”.