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Disperdono le ceneri del defunto in mare, bagnanti in spiaggia si lamentano: scatta indagine in Turchia

Polemiche in Turchia dopo la decisione di alcuni turisti britannici lunedì 13 maggio di disperdere nelle acque del Mar Egeo, nella località di Marmaris, le ceneri del proprio caro. I residenti hanno chiesto l’intervento delle autorità che ha assicurato un’indagine sull’accaduto.
A cura di Biagio Chiariello
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La dispersione delle ceneri in Turchia
La dispersione delle ceneri in Turchia

Alcuni turisti britannici hanno scatenato un'"emergenza sanitaria urgente" nei pressi di una spiaggia di Marmaris, in Turchia dopo aver sparso in mare le ceneri del proprio defunto. Nelle foto diffuse sui giornali inglesi si vede un gruppo di circa 40 persone (che alloggiavano in tre alberghi vicini) nelle acque antistanti la spiaggia di Uzunyali, località turistica del Mar Egeo; hanno poi spiegato che era "il posto preferito" dal caro estinto.

Lì si vede in piedi nell'acqua fino alle ginocchia mentre spargono le ceneri, scatenando il "panico" tra i bagnanti, come riporta il Daily Mail. Ora le autorità sanitarie di Marmaris hanno avviato un'indagine e hanno prelevato campioni d'acqua dopo la cerimonia avvenuta lunedì 13 maggio, ha riferito il tabloid britannico.

La dispersione delle ceneri in Turchia
La dispersione delle ceneri in Turchia

La cremazione non è consentita dalla legge islamica, ma chiunque muoia in Turchia può essere sepolto in linea con le proprie pratiche. Tuttavia ad Istanbul e in ogni altra città turca non esistono strutture per la cremazione. Le persone possono disperdere le ceneri della persona amata e le compagnie aeree consentono loro di salire a bordo, ma il Paese ha rigide restrizioni sull’importazione dei resti sul proprio territorio.

Si tratta di una questione che ha creato accesi dibattiti in passato. E dopo la diffusione della notizia, in molti hanno scritto su alcuni forum online dedicati alle persone in lutto per esprimere il proprio turbamento. In particolare Robin su ‘Fondazione Sue Ryder Onlus' ha spiegato come ci siano voluti quasi due anni per ottenere il permesso per disperdere le ceneri di sua moglie: "Lei ha sempre amato la Turchia dalla prima volta che ci siamo andati 40 anni fa… quindi non era un problema dove avrebbe voluto riposarsi…. Sfortunatamente non è stato così semplice".

Mi ci sono voluti quasi due anni per ottenere le autorizzazioni dall'aeroporto del Regno Unito, dalla compagnia aerea, dall'aeroporto turco, dal governo turco, dai funzionari del consiglio locale, dai rappresentanti delle principali moschee, dalla polizia turca e dalle autorità portuali locali. Mi hanno detto cosa potevo e non potevo fare in ogni fase del percorso".

"Ma nonostante tutte queste seccatura mi sentivo felice di aver fatto l'ultima cosa fisica che potevo per lei e ora so che riposa in un posto che ha sempre amato. La mia mente è in pace" ha detto Robin.

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