Il presidente francese, Emmanuel Macron, alla guida dell'unico Paese in Ue in possesso dell'arma nucleare – dopo l'uscita del Regno Unito con la Brexit – ha espresso ieri l'auspicio che i governi europei propongano "insieme un'agenda internazionale per il controllo degli armamenti", nell'ambito di una ridiscussione dei trattati esistenti e sottoscritti da Stati Uniti e Russia. "La Francia – ha detto Macron in un discorso – mobiliterà i partner europei più coinvolti, per porre le basi di una strategia internazionale comune che potremo proporre in tutti gli ambiti in cui è attiva l'Europa".

Il presidente francese ha pronunciato alla Scuola di guerra a Parigi il discorso sulla strategia di difesa e di dissuasione nucleare, come prima di lui avevano fatto i suoi predecessori: Hollande nel 2015 a Istres, Sarkozy a Cherbourg nel 2008, Chirac nel 2001 e nel 2006 all'Istituto di studi sulla difesa nazionale (è stato presidente per due mandati).

Gli europei, ha continuato Macron, "non possono rintanarsi in un ruolo di spettatori" di fronte alla corsa agli armamenti nucleari di cui il Vecchio continente rischia di essere di nuovo teatro. Per il capo dell'Eliseo, "gli europei devono prendere coscienza collettivamente che, in mancanza di un quadro giuridico, possono trovarsi rapidamente esposti alla ripresa di una corsa agli armamenti convenzionali o nucleari sul loro territorio".

"La Francia – ha proseguito Macron – è convinta che la sicurezza a lungo termine dell'Europa passi per un'alleanza forte con gli Stati Uniti. Ma la nostra sicurezza passa anche, inevitabilmente, da una maggior capacità di azione autonoma degli Europei". Macron ha chiesto anche che gli europei siano associati a futuri negoziati sulle forze nucleari a medio raggio e siano "firmatari" di un accordo. "I partner europei che auspicano di impegnarsi su questa strada – ha detto Macron senza precisare se l'invito sia esteso anche alla Gran Bretagna post-Brexit – potranno essere associati agli esercizi delle forze francesi di dissuasione. Questo dialogo strategico e questi scambi faranno naturalmente parte dello sviluppo di una vera cultura strategica fra europei".

La Francia intanto ha ridotto il suo arsenale nucleare a meno di 300 testate, ha annunciato poi Macron, illustrando il "bilancio esemplare" del suo Paese in materia di disarmo: "La Francia ha un bilancio unico al mondo, conforme alle sue responsabilità ed interessi, avendo smantellato in modo irreversibile la sua componente nucleare terrestre, le sue installazioni di test nucleari, quelle per la produzione di materie fissili per armamenti, e ridotto la dimensione del suo arsenale, oggi inferiore a 300 armi nucleari".