Crisi, la Grecia licenzia anche gli olimpionici

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Nel mirino della Troika una legge che concedeva un posto fisso nell’amministrazione pubblica a tutti gli atleti che si erano distinti per meriti sportivi vincendo medaglie alle olimpiadi. Gli ex atleti dovranno essere trattati come gli altri dipendenti pubblici.

La crisi economica che ha colpito la Grecia ha costretto il governo ellenico ad una serie di misure drastiche con tagli in tutti i settori compreso il licenziamento di migliaia di dipendenti pubblici. In questa sforbiciata generale a farne le spese ora anche gli atleti olimpionici che nel corso degli anni hanno vinto una medaglia per il proprio Paese nelle varie edizioni delle olimpiadi passate. Nel mirino della Troika, che impone ad Atene controlli severi sulla spesa pubblica, è finita infatti la legge 2725/99, che concedeva un posto fisso nell'amministrazione pubblica a tutti gli atleti che si erano distinti per meriti sportivi vincendo medaglie alle olimpiadi. Ue, Bce e Fmi non hanno ammesso eccezioni negli interventi di risanamento delle casse pubbliche quindi ora questo privilegio che ha garantito finora uno stipendio a 900 campioni nazionali sta per essere cancellato.

Mobilità e poi licenziamento  – A dare l'annuncio del nuovo stato dee cose è stato direttamente il neo ministro delle Riforme greco, Kyriakos Mitsotakis, in un incontro fissato appositamente con le Federazioni olimpiche elleniche. In termini concreti tutto questo significa che presto tutti gli atleti che hanno usufruito della legge in questione come i medagliati olimpici finiranno nelle liste di mobilità del pubblico impiego come se fossero dipendenti qualsiasi. Per loro ci saranno otto mesi di cassa integrazione con uno stipendio ridotto dell'80% poi se non troveranno lavoro, resteranno senza stipendio.

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