Solo nelle ultime 24 ore in Francia sono stati registrati 10.569 nuovi casi di Coronavirus. La pandemia avanza nel Paese tanto che ad oggi più della metà dei dipartimenti francesi è ormai dichiarato in "zona rossa”. In particolare cinquanta dipartimenti corrispondenti alla maggioranza del territorio nazionale, sui 96 totali della Francia continentale, sono ora considerati "zona rossa" per la circolazione attiva del virus Sars-Cov2. È quanto emerge dall'aggiornamento della nuova mappa della diffusione del Covid-19 nel Paese. Come ha spiegato il ministero della Salute sul proprio sito, il passaggio a una "zona di circolazione attiva" del virus è legato a diversi indicatori: "Il tasso di incidenza, la pressione sugli ospedali, il numero di test effettuati, il tasso di positività dei test, l'evoluzione del numero di focolai…”, si legge sul sito. L'identificazione consente ai prefetti di adottare, tra le altre cose, misure aggiuntive per arginare la diffusione della pandemia. Nelle ultime settimane in Francia è aumentato fortemente il numero di nuovi positivi al Coronavirus, che hanno superato più volte i 10.000 casi al giorno, e in alcune regioni il numero di posti letto in rianimazione e nei reparti specializzati scarseggiano. Il quadro si sta deteriorando rapidamente facendo temere il manifestarsi di una seconda ondata.

Regole più flessibili nelle scuole – A partire da domani in Francia cambiano anche delle regole a scuola: nelle materne ed elementari non si procederà più alla chiusura sistematica di una classe sotto i tre casi di alunni positivi al Covid-19. Il ministero dell'Educazione ha precisato che la misura non riguarderà invece le scuole medie e i licei. Se un alunno risulterà positivo, i corsi potranno continuare per il resto della classe. Finora gli studenti che erano stati potenzialmente a contatto con un positivo potevano rientrare a scuola solo dopo un test negativo realizzato sette giorni dopo l'ultimo presunto contatto con il compagno contagiato. Il governo ha spiegato che la nuova regola si basa su un parere dell'Alto consiglio della sanità secondo il quale "i bambini sono a scarso rischio di forme gravi e poco attivi nella trasmissione" del Covid-19.