A partire dallo scorso 27 marzo negli ospedali in Francia è partito il trattamento dei pazienti infettati dal coronavirus con clorochina e idrossiclorochina e l'associazione di due farmaci anti-Hiv. Il ministro francese della Salute, Olivier Véran, ha dato il via con un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. 

Si legge nel decreto: "L'idrossiclorochina e l'associazione lopinavir/ritonavir possono essere prescritti, dispensati e amministrati sotto la responsabilità di un medico sia nei luoghi di cura dove i pazienti affetti da Covid-19 sono ricoverati che per il proseguo della loro cura, anche a domicilio, se il loro stato di salute lo consente e dietro autorizzazione del medico prescrittore iniziale".

Ma nel Paese stanno emergendo i primi dubbi sull'impiego dei farmaci antimalarici per combattere il Covid-19. Sembra che la cura stia avendo effetti collaterali: alcuni malati hanno lamentato disturbi del ritmo del cuore e in alcuni casi i pazienti hanno avuto arresti cardiaci. Alcuni sarebbero anche deceduti. La denuncia, come ha scritto l'AdnKronos, è partita da un farmacista di un ospedale universitario, nonché corrispondente del Centro di farmacovigilanza nella sua regione, che ha lanciato l'allarme insieme a un gruppo di medici infettivologi e farmacisti, spiegando di aver anche inviato la casistica all'attenzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali (Ansm).

Ieri anche l'Agenzia sanitaria regionale della Nouvelle-Aquitaine, come riportato "in esclusiva" da ‘Le Point' – ha fatto sapere  "sono stati segnalati casi di tossicità cardiaca nella regione a seguito dell'autosomministrazione di Plaquenil* (idrossiclorochina) da parte di pazienti che avvertivano sintomi di Covid-19". La questione in Francia è ancora aperta: dell'efficacia dello storico farmaco contro la malaria è invece assolutamente certo l'infettivologo di Marsiglia Didier Raoult.

Anche nel nostro Paese è partita la sperimentazione: clorochina e idrossiclorochina e gli antivirali usati contro l'Aids lopinavir/ritonavir, danuravir/cobicistat, darunavir, ritonavir possono essere somministrati, e sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.