La pandemia di coronavirus sta creando grossi disagi nei quartieri più poveri dell’Argentina, dove esiste anche un’emergenza che riguarda l’acqua. Il comitato di uno dei quartieri popolari della capitale Buenos Aires chiederà al governo di dichiarare "emergenza sanitaria, alloggiativa e alimentare" nel territorio davanti all'avanzata della pandemia di Covid-19 nelle aree più vulnerabili. Secondo quanto riportato dai dati ufficiali, oltre un terzo dei nuovi contagiati nell’intera Argentina vive nei quartieri poveri, le cosiddette "villas", di Buenos Aires. Il Comitè de crisi del Barrio Padre Mugica ha organizzato una conferenza stampa per richiedere misure straordinarie nel quartiere dopo la morte causata dalla pandemia di coronavirus di due personaggi di spicco dei movimenti sociali del territorio: Ramona Medina, dell'organizzazione comunitaria La Poderosa, e Victor Giracoy, responsabile di una mensa del quartiere e personalità molto nota tra le diverse associazioni della zona.

La morte di Ramona Medina ha suscitato molto clamore: l'attivista negli ultimi giorni si era più volte lamentata e aveva reclamato il ritorno dell'acqua potabile nel quartiere, detto anche Villa 31, da cui mancava da ben 12 giorni. La situazione delle zone più povere di Buenos Aires desta molta preoccupazione. Circa un terzo dei casi della città è concentrato in queste zone, dove però si starebbe assistendo a una crescita del contagio molto più rapida. Secondo l'amministrazione della capitale, riporta il sito Nodal, sono 235.000 le persone che vivono in questi quartieri. Da settimane sui social rimbalzano le accuse al governo locale, che non avrebbe adottato misure di prevenzione in zone dove un terzo delle case non soddisfa le necessità di base e oltre un'abitazione su dieci non è collegata alla rete fognaria.

In America Latina sono 34.853 le persone morte per cause riconducibili al contagio da coronavirus. Il Brasile si conferma ad oggi il paese più colpito, con 291.579 casi confermati e almeno 19.951 pazienti morti. In Argentina, dove il 7 marzo è stata registrata la prima morte per la Covid-19 in America latina, i casi confermati sono poco più di 9000 con circa 400 decessi. Il governo ha ragionato su misure di maggiore elasticità per la quarantena in atto, ma il paese rimarrà "congelato" almeno fino al 26 maggio.