Colonia, primo arresto per molestie. E la Germania non esclude intervento in Libia

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Si tratta di uomo di origine algerina, 26 anni. È accusato di molestie sessuali e furto di telefono nei confronti di una donna. Nel frattempo Berlino fa sapere che sta considerando un dispiegamento di truppe nel Paese dove l’Isis costituisce una minaccia per l’Europa e potrebbe provocare una nuova ondata di arrivi di migranti.

Un cittadino di nazionalità algerina di 26 anni è la prima persona arrestata per le aggressioni a sfondo sessuale di Colonia nella notte di Capodanno. Lo ha annunciato il procuratore Ulrich Bremer. L'accusa ufficiale è di furto di un telefonino e di molestie sessuali nei confronti di una donna. L’uomo è stato arrestato nel campo profughi di Kerpen, a pochi chilometri da Colonia, assieme ad un connazionale, al quale viene però contestato solo il furto di un cellulare.

La Germania non esclude l’ intervento militare in Libia, paese dove il terrorismo del Daesh, il sedicente Stato Islamico, ha messo radici e dove le dimensioni del flusso dei migranti verso l’Europa sono ormai critiche.  Lo ha detto il ministro della Difesa Ursula von der Leyen alla Bild. "Berlino non potrà tirarsi indietro dal dare il suo contributo", sostiene. “Bisogna evitare che il terrorismo islamico istituisca un asse del terrore in Nord Africa”, spiega ancora. “L'Isis cerca infatti delle connessioni con Boko Haram nel centro del continente. E se questo riuscisse potrebbe destabilizzare altre parti dell'Africa", ha aggiunto il ministro tedesco.

Qualche giorno fa era stato Der Spiegel ad annunciare che il governo di Berlino starebbe considerando l’idea di inviare 150-200 militari del Bundeswehr (l’esercito tedesco) in Libia per aiutare nell’addestramento delle forze armate locali. Sulla questione è intervenuto anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del consiglio Affari esteri. L'Italia è “pronta" a collaborare in eventuali operazioni militari in Libia, "se richiesto". Il titolare della Farnesina ha spiegato che la ministra von der Leyen "ha usato un linguaggio che usiamo da settimana tra Paesi alleati sulla Libia", e cioè che "se ci verrà richiesto siamo pronti a dare un contributo e se questo sarà anche da parte della Germania, l'Italia ne sarà compiaciuta". Ad ogni modo, ha aggiunto, "abbiamo bisogno di un passo avanti ulteriore, in discussione in questo momento, con la nascita di un governo che possa rivolgersi alla comunità internazionale".

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